“In Italia le riforme hanno perso slancio per i timori sui costi, spesso immediati, e i dubbi sui benefici, che maturano gradualmente e con tempi relativamente lunghi. In queste condizioni, davanti a una nuova crisi saremmo oggi molto più vulnerabili di quanto lo eravamo dieci anni fa”. Il Governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, all’assemblea dell’Abi, mette sul tavolo un problema che non riguarda solo l’Italia. Anche in Europa “la direzione intrapresa si è gradualmente indebolita”. Dunque “in Italia e in Europa restano ancora da completare le riforme avviate per ridurre le fragilità messe in evidenza dalla crisi”.

Questo, in un quadro macroeconomico che va analizzato con attenzione. L’economia italiana, “come le altre principali” rallenta e i “segnali di decelerazione si sono estesi alla primavera“. Tuttavia,”la fiducia delle famiglie e delle imprese si mantiene su livelli elevati”, salgono “i prestiti bancari e migliora il mercato del lavoro”. Visco ricorda come le stime nazionali ed estere prevedono una crescita superiore all’1% nel triennio 2018-2020 sottolineando i rischi in aumento dai dazi e dai contrasti nelle “relazioni fra i paesi della Ue”.

L’Italia è comunque “è in grado di fronteggiare i graduali cambiamenti nel tono della politica monetaria” della Bce e del programma di acquisto di titoli,  di il numero uno di Via Nazionale, citando “le prospettive di crescita e di progressivo recupero dell’inflazione”. Visco guarda però anche alla “elevata vita media residua del debito, il basso livello di indebitamento della famiglie e la riduzione di quello delle imprese oltre alla maggiore solidità” delle banche e la “loro limitata esposizione ai tassi di interesse”.

Poi, il riferimento alla politica economica. Le “politiche di sostegno alla domanda vanno dosate con cura, ponendo attenzione all’equilibrio dei conti pubblici e alla necessità di tenere sotto controllo la dinamica del rapporto fra debito e prodotto”. Il Governatore è convinto che “sarebbe rischioso basarsi solo su di esse nel tentativo di uscire dalla trappola della bassa crescita”. Servono “prudenza e lungimiranza per evitare tensioni o possibili crisi e per non lasciare un debito più elevato”

Non è solo un problema  di rapporto con l’Europa e con le regole ma riguarda anche la credibilità del Paese sui mercati. “Mantenere condizioni ordinate sul mercato dei titoli di Stato è indispensabile per difendere la stabilità del sistema finanziario e tutelare efficacemente il risparmio degli italiani”, evidenzia Visco, ripercorrendo l’andamento dello spread da maggio ad oggi e spiegando che “le difficoltà della finanza pubblica possono determinare un complessivo deterioramento del merito di credito delle imprese, con conseguenze sulla qualità dei prestiti bancari”.