Fumata bianca sulla Cdp. Una riunione a Palazzo Chigi, questa volta risolutiva, ha consentito di uscire dall’impasse sul vertice della Cassa. In attesa dell’annuncio ufficiale, il premier Conte e i ministri Tria e Di Maio, insieme al Sottosegretario Giorgetti avrebbero raggiunto l’intesa sul nome di Fabrizio Palermo, attuale direttore finanziario di Cdp, come amministratore delegato dell’Istituto. L’accordo coinvolgerebbe l’intera governance. E’ quanto filtra da ambienti vicini alle trattative secondo le quali l’attuale riserbo del governo sulla diffusione dell’ identità dei candidati prescelti deriverebbe proprio dalle necessarie verifiche avviate su tutto l’organigramma in via di rinnovo, comprese le deleghe da affidare. Verifiche che richiederanno tempo e che potrebbero far ritardare l’ufficializzazione dei nomi dei candidati. Per questo, anche dal ministero si fa notare che formalmente la comunicazione della lista dei candidati dovrebbe avvenire nel luogo deputato a questo, e cioè l’assemblea degli azionisti riconvocata per il 24 luglio.

Che la tensione sia stata alta è ormai notizia di dominio pubblico. I rapporti tra il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, e i due vicepremier, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, si sono complicati di fronte ai primi dossier di peso: il decreto dignità e le nomine, in particolare per quanto riguarda Cdp. La sintesi più efficace è il vertice sulle nomine, prima annunciato ieri e poi saltato.

Tensioni che hanno indotto a pensare che si potesse arrivare a un passo indietro del ministro dell’Economia. Fino alle smentite di questa mattina. “Non ci sono contrasti. L’obiettivo è trovare i migliori, se nel trovare i migliori c’è una discussione interna al governo ben venga. l’importante è che tutto quello che facciamo sia un compromesso sempre al rialzo e mai al ribasso, quindi un punto di caduta al rialzo”, ha risposto Di Maio interpellato dai cronisti a Montecitorio. A chi gli ha chieso se il Movimento sia pronto a chiedere le dimissioni del ministro dell’Economia Giovanni Tria, Di Maio ha risposto “mai chieste, assolutamente”. Altra puntualizzazione da fonti del Tesoro. Sono ”pura fantasia” le voci sulle voci che il ministro dell’Economia abbia minacciato le dimissioni.