L’isola di Ustica ospiterà dall’11 al 13 maggio la prima manifestazione di divulgazione del progetto ‘Sea Sentinels-Divers united for the environment (Due Project)’, sentinelle del mare, ideato un anno fa dal Laboratorio di biologia marina e pesca di Fano e dal Marine Science Group dell’Università di Bologna per monitorare e tutelare le specie animali e vegetali del Mediterraneo.

Il metodo di ricerca ‘Citizen Science’ (la scienza dei cittadini) coinvolge volontari non professionisti in un programma di ricerca scientifica e permette la raccolta di un’elevata quantità di dati in tempi brevi, con costi ridotti per gli istituti di ricerca, favorendo anche l’educazione ambientale dei partecipanti per un turismo più consapevole e sostenibile. Nella ‘tre giorni’ verrà anche ufficialmente presentata la collaborazione tra l’Area marina protetta (Amp) Isola di Ustica e l’ateneo bolognese.

Un weekend di incontri, eventi ed immersioni per coinvolgere i frequentatori di questi fondali e raccogliere informazioni rilevanti, poiché il Mar Mediterraneo è considerato un ‘hot spot’ di biodiversità: attualmente ospita più di 17mila specie, che rappresentano circa il 7% della biodiversità marina mondiale, ed è fortemente a rischio per i cambiamenti climatici e per gli impatti antropici diretti. Per contribuire alla ricerca servono pochi minuti: al termine dell’escursione in mare (seawatching o immersione) i volontari compilano una scheda di rilevamento indicando presenza e abbondanza delle specie marine incontrate. Le schede vengono poi inviate all’Università di Bologna ed elaborate dai ricercatori. I risultati ottenuti verranno confrontati con quelli di un precedente monitoraggio (Sub per l’Ambiente) svoltosi fra il 2002 e il 2005, consentendo alla comunità scientifica di verificare l’attuale stato di salute del Mar Mediterraneo.