644 milioni di euro: è il totale dell’utile di Unipol nel primo semestre dell’anno, a fronte della perdita di 390 milioni dello stesso periodo del 2017, esercizio caratterizzato dagli accantonamenti straordinari per Unipol. I numeri diffusi dalla banca sono stati accompagnati dalle dichiarazioni dell’Ad Carlo Cimbri, secondo il quale Unipol non vuole il controllo di Bper, dopo l’aumento della quota al 15%: “non andremo oltre il 20”.

L’utile, ha fatto sapere la banca, beneficia della plusvalenza di 309 milioni realizzata sulla cessione di Popolare Vita a Banco Bpm. La raccolta premi si è attestata a 6,26 miliardi di euro (-1,1%) ma cresce del 4,8% al netto delle attività cedute. Per quanto concerne l’indice di solvibilità di gruppo, al 30 giugno il rapporto tra fondi propri e capitale richiesto è pari al 160%, in flessione rispetto al 166% del 31 dicembre 2017, per effetto soprattutto dell’allargamento dello spread sui titoli di stato italiani. Nel ramo danni la raccolta si è mantenuta sostanzialmente stabile a 4 miliardi di euro (-0,5%) mentre nel vita è aumentata del 16,4% a 2,1 miliardi. Migliora poi il combined ratio, indicatore della redditività della gestione tecnica assicurativa, che scende dal 95,3% del primo semestre 2017 al 93%.

Il risultato prima delle imposte del comparto assicurativo è pari a 852 milioni (+46,9%), per effetto dei 329 milioni del settore danni (-10,5% per il minor contributo della gestione finanziaria) e dei 523 milioni del vita (+146,7%). Nonostante la volatilità sui mercati la gestione finanziaria ha ottenuto un rendimento nel semestre del 3,9%, invariato rispetto al 2017. Il comparto bancario chiude con un utile prima delle imposte di 18 milioni (-940 milioni nel 2017 per la ristrutturazione di Unipol Banca) mentre UnipolReC, la società nata lo scorso primo febbraio in cui Unipol ha conferito 3 miliardi di sofferenze, chiude il semestre con un calo di 198 milioni di euro di crediti deteriorati lordi sui quali ha incassato 49 milioni (25% del loro valore lordo), con riprese di valore per 14 milioni. Il settore ‘holding e altre attività’, che comprende sia UnipolRec che le attività alberghiere, chiude in rosso per 53 milioni, in miglioramento rispetto alla perdita di 139 milioni del 2017.

Le rassicurazioni di Cimbri sulla quota di Unipol in Bper arrivano dopo che la banca ha portato la partecipazione al 15%, e dopo l’autorizzazione della Bce a portarla al 19,9% entro la fine del 2018. “”Non andremo oltre, non intendiamo acquisire posizioni di controllo della banca. Non intendiamo dare vita a un conglomerato finanziario di banca assicurazione come se ne sono visti in passato”, ha detto l’Ad. La valutazione sul possibile aumento della quota fino al 20% sarà al piano industriale di Bper, che verrà presentato in autunno.

“Per noi – ha aggiunto l’Ad sulla quota di Bper – è un investimento di lungo periodo, non siamo per fare un ‘entra ed esci’ o legato un investimento alla contingenza. Intendiamo accompagnare la banca nel prossimo piano industriale perché riteniamo che abbia delle prospettive reddituali e di recupero di valore importanti”. Ma Unipol “non intende partecipare attivamente alla gestione e per questo motivo abbiamo deciso di non indicare nessun rappresentante in cda”. In futuro “c’è un processo di consolidamento nel settore bancario che è logico che avvenga e a cui Bper può prendere parte. Alle viste non c’è nulla, ma il nostro ruolo nell’azionariato è che Bper possa arrivare nella posizione migliore e più forte possibile a questi appuntamenti. Poi sarà veramente la qualità della gestione e del lavoro che il management saprà fare e dei risultati che saprà conseguire che darà a noi i rendimenti che ci aspettiamo e al tempo stesso permetterà a Bper di essere parte positiva di processi di crescita”

Anche UnipolSai ha beneficiato della cessione di Popolare vita al Banco Bpm: la società in cui sono confluite tutte le attività assicurative del gruppo Unipol ha chiuso il primo semestre dell’anno con un utile di 647 milioni di euro, in crescita del 129,3% sullo stesso periodo del 2017. La banca manterrà la sua partecipazione in UnipolSai tra il 75 e l’80% e “non ha allo studio alcun progetto di accorciamento della catena di controllo”, ha detto Cimbri, spiegando agli analisti i motivi per cui ha aumentato la partecipazione in UnipolSai poco sotto l’80%. “Riteniamo strategica la quota del 75%” e questo è “il livello che vogliamo stabilmente”, ha detto Cimbri, mentre “non vogliamo superare la soglia dell’80%, anche temporaneamente, perché vogliamo garantire un ammontare di flottante adeguato alla dimensione della società, parliamo di un miliardo di flottante di controvalore. Il motivo per cui allochiamo liquidità è perche Unipolsai è un titolo che nel rapporto rischi e opportunità è il migliore investimento possibile. Crediamo nella nostra azienda e ci investiamo”. L’investimento non è invece legato “a strategie e ipotesi di accorciamento della catena di controllo” perché, ha ribadito Cimbri, “la banca è ancora nel nostro portafoglio” mentre la rinuncia al “doppio livello societario” dipenderà anche dalle “opzioni che ci saranno in futuro sui mercati”.

La raccolta, per UnipolSai, è stabile e pari a 5,63 miliardi (+1,4% a perimetro omogeneo). I premi nel ramo danni ammontano a 3946 milioni (+7,4%) mentre quelli nel vita si sono attestati, al netto del contributo delle attività cedute, a 1577 (+6,9%). Nel semestre l’indice di solvibilità individuale è sceso dal 263% al 252% per effetto dell’aumento dello spread sui titoli di Stato italiani mentre l’indice di solvibilità consolidato è diminuito dal 210% al 206%. L’utile ante imposte del ramo danni è salito a 312 milioni di euro (235 milioni nel 2017), quello del vita da 181 a 503 milioni mentre il rosso delle attività immobiliari si allarga da 17 a 48 milioni per una svalutazione di 36 milioni di alcuni terreni nei siti dell’Area Castello di Firenze.