Quattordici milioni stanziati attraverso voucher per le imprese; più di 70 bandi pubblicati; 470 eventi di informazione con oltre 8.000 aziende partecipanti; 800 test di autovalutazione per scoprire la propria maturità digitale; 620 i dipendenti delle camere di commercio formati sulla digitalizzazione: è il bilancio – reso noto da Unioncamere – di un anno di vita dei Pid, i Punti impresa digitale realizzati dalle Camere di commercio all’interno del piano nazionale Impresa 4.0.

A dodici mesi esatti dall’avvio del progetto, questa rete può già contare su un numero complessivo di 88 Pid. I Punti impresa digitale rappresentano il primo livello di contatto delle aziende, nell’ambito del network nazionale Impresa 4.0, per accrescerne la consapevolezza sulle soluzioni possibili offerte dalle nuove tecnologie digitali e i relativi benefici. Per questo i Pid offrono alle imprese servizi di informazione, formazione, orientamento, assistenza.

L’attività di “evangelizzazione” presso le imprese sulle nuove tecnologie abilitanti è affidata ai digital promoter. Si tratta di 200 figure professionali che le Camere di commercio stanno formando in modo specialistico per permettere: l’individuazione delle tecnologie più idonee alla singola realtà produttiva; l’indirizzamento verso i servizi tecnologici offerti dalle strutture specializzate (Digital Innovation Hub, Ecosistema Digitale per l’Innovazione e i Competence Center). Attraverso l’erogazione di voucher, inoltre, le Camere di commercio forniscono risorse tangibili alle aziende per fruire di servizi di formazione e consulenza sul digitale. “Sono soprattutto le aziende più piccole a fare fatica a comprendere i vantaggi legati all’adozione delle nuove tecnologie”, ha sottolineato il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli. “Ed è quindi principalmente a loro che ci rivolgiamo attraverso l’attività dei Pid per contribuire a diffondere la cultura e la pratica del digitale”.