Unicredit batte le stime e archivia il miglior primo trimestre dal 2007. Allo stesso tempo conferma tutti i target del piano strategico e accelera dal 2025 al 2021 il ‘rundown’ (azzeramento ndr) del portafoglio non core, ossia della bad bank, tramite cessioni e cancellazioni di esposizioni deteriorate. In Borsa il titolo chiude a +1,84%, controcorrente rispetto ad una seduta del listino complessa e in calo.

“Tutti gli obiettivi di Transform 2019” che è in anticipo rispetto ai tempi previsti, “sono confermati e continuiamo la rigorosa implementazione del piano, lavorando insieme con tutta la squadra per fare di UniCredit una banca paneuropea vincente”, sottolinea l’a.d Jean Pierre Mustier. A contribuire ad un utile da 1,1 miliardi di euro (+22,6% sullo stesso periodo del 2017) sono solidi risultati a livello operativo e un’incessante azione sul costo del rischio.

E’ a 45 punti base con un target confermato per l’anno a 68 punti base. La prima trimestrale dell’anno porta in dote ricavi totali stabili su anno a 5,1 miliardi mentre il margine di interesse scende dello 0,9% a 2,6 miliardi con le commissioni in crescita (+2,8%) a 1,7 miliardi trainate da quelle di investimento (+2,3% anno su anno) e per servizi transazionali (+9,3 per cento anno su anno). In calo del 5,2% su un anno i costi operativi a 2,74 miliardi e del 6,9% quelli del personale.

E’ stato peraltro già realizzato il 78% delle chiusure di filiali in programma e il 75% delle riduzioni di personale previste. Continua poi il miglioramento della qualità dell’attivo. L’attività di de-risking del bilancio di gruppo è proseguita con esposizioni deteriorate lorde in ulteriore calo a 44,6 miliardi dai 48,3 miliardi dell’ultimo trimestre del 2017. Il rapporto tra crediti deteriorati lordi e totale crediti di gruppo è sceso al 9,5% con un solido rapporto di copertura del 60,3%. Le cessioni di esposizioni deteriorate lorde hanno contribuito per 300 milioni di euro.

Quest’anno la banca prevede di effettuare cessioni di Npe (non performing exposure) complessivamente per 4 miliardi di cui 2 miliardi in ambito non core. E avanzano anche il rafforzamento e l’ottimizzazione del capitale. Il Cet1 ratio fully loaded del primo trimestre è pari a 13,06%, con il target di fine 2018 compreso tra il 12,3 e il 12,6%. Confermato, inoltre l’obiettivo al di sopra del 12,5% per il prossimo anno. Al di là della trimestrale Mustier torna sul fondo attivista Caius Capital che ha contestato l’inclusione nel capitale di Unicredit dei cashes emessi nel 2008. La banca sta valutando azioni legali, spiega il Ceo ribadendo che il contributo al capitale delle azioni sottostanti i cashes non ha un impatto materiale sugli indici patrimoniali del gruppo. Un accenno anche a Mediobanca di cui l’istituto è il primo azionista con l’8,5%. Il Ceo conferma che si tratta di un investimento finanziario e aggiunge di non vedere l’ora che il “prezzo delle azioni abbia una performance ancora migliore”.