Quasi un miliardo e mezzo di sanzioni in sette anni. Dal novembre 2011 l’Antitrust ne ha irrogate per un valore di 1.370 milioni, aprendo più di 130 casi. Sono i numeri che arrivano dal presidente dell’autorità garante, Giovanni Pitruzzella, facendo un bilancio del settennato del suo mandato. “Ogni anno della mia presidenza – dichiara – si è caratterizzato per un aumento dell’importo delle sanzioni irrogate rispetto all’anno precedente”. L’Autorità “ha insistito sull’importanza della funzione deterrente delle sanzioni anche in periodi di crisi”. Lo scorso anno l’Antitrust ha dato sanzioni per oltre mezzo miliardo di euro: complessivi 552 milioni di euro, oltre 444 milioni di euro in casi di violazione della concorrenza e più di 78 milioni nella tutela dei consumatori. Nei soli primi cinque mesi di quest’anno, invece, l’Autorità ha già irrogato multe per oltre 53 milioni di euro: 29 milioni a chi ha violato la concorrenza e 24 in casi di difesa dei consumatori.

Due le priorità indicate da Pitruzzella per migliorare l’efficacia degli interventi. “C’è necessità di individuare soluzioni che consentano una più ampia verifica” dell’Antitrust delle concentrazioni, per cui le “maglie definite dalla legge per la notifica delle operazioni di concentrazione appaiono troppo larghe”. Dal 2013, segnala il presidente dell’Antitrust, le notifiche riguardano le imprese che superano due soglie di fatturato. “Ciò ha portato a una riduzione estremamente significativa” del numero esaminato, “un problema non del tutto risolto” dalla legge del 2017. Pitruzzella rivendica tra i nuovi obiettivi dell’autorità “il contrasto alle disuguaglianze attraverso la lotta alle rendite di posizione“, una scelta che “ha condotto, innanzitutto a un irrobustimento della politica sanzionatoria”. Le rendite di posizione, ha detto Pitruzzella nella relazione annuale, “equivalgono a un’appropriazione di risorse da parte di chi ha un elevato potere di mercato, togliendole ad altri” e aumentano “la ricchezza degli azionisti e dei top manager”.

Nei sette anni di operato di Pitruzzella, l’Antitrust ha concluso 61 procedimenti riguardanti casi di intese e 40 su casi di abusi, 894 di controllo e concentrazioni e 646 su casi di tutela del consumatore. Per quanto riguarda invece il solo 2017, nell’ambito della tutela della concorrenza (cosiddetta attività di enforcement), sono state concluse 25 istruttorie. Di queste, 10 istruttorie sono state avviate per casi di intese, 12 per casi di abuso di posizione dominante e 3 per analizzare operazioni di concentrazione potenzialmente idonee a costituire o rafforzare posizioni dominanti su mercati nazionali. Le sanzioni irrogate complessivamente alle imprese sono state di circa 444 milioni di euro, con un aumento del 76% rispetto all’anno precedente. L’Autorità ha, inoltre, stimato che l’impatto della propria attività di enforcement, in termini di benefici sui consumatori, nel 2017 è stato di circa 784 milioni di euro (+31%). Per ciò che concerne, invece, l’attività di tutela dei consumatori, nel corso del 2017 l’Autorità ha svolto 117 procedimenti; in 90 casi ha riscontrato infrazioni delle norme, in altri 24 casi il procedimento si è concluso con l’accettazione degli impegni, mentre in ulteriori tre casi non ha rilevato alcuna violazione di legge. Nella maggior parte dei casi, si legge nella Relazione, le istruttorie sono state avviate grazie alle segnalazioni ricevute dai consumatori e dalle associazioni dei consumatori. Le sanzioni complessivamente comminate sono state di poco superiori ai 78 milioni di euro, con un incremento del 47% rispetto al 2016. Per ciò che riguarda il rating di legalità, il 2017 ha visto crescere in modo esponenziale il numero di richieste esaminate dall’Autorità, arrivate a 3169 (+77% sul 2016): in 2472 casi l’Antitrust ha attribuito il rating a nuove imprese (+56%), in 437 casi lo ha rinnovato, in 130 lo ha incrementato, in 10 lo ha revocato, mentre i casi di diniego e di non rinnovo sono stati 120.