L’Italia è “un problema”. Rappresentano un problema il suo debito pubblico, che il Paese deve ridurre nel suo stesso “interesse”, il suo bilancio e le mosse future del suo governo: perché chi dice che si possano rilanciare gli investimenti aumentando il deficit, dice “una bugia”. È l’Italia il tema su cui il commissario Ue agli affari economici, Pierre Moscovici, oggi in conferenza stampa a Parigi, si vuole concentrare “prima di tutto”.

Nel suo intervento Moscovici ha toccato diversi argomenti: quelli più economici, dove l’Italia è stata richiamata all’ordine, e quelli più politici, che hanno scatenato la reazione dei Vicepremier italiani. Non è andato giù, infatti, il riferimento al pericolo rappresentato dai populisti e dai “tanti piccoli Mussolini” europei, in vista anche delle elezioni europee alle quali il Commissario non ha ancora deciso se candidarsi. Moscovici si deve “sciacquare la bocca”, ha risposto Matteo Salvini, mentre per Luigi Di Maio l’establishment europeo, che riceverà “una lezione” dai cittadini alle elezioni, “non si deve permettere” di insultare l’Italia.

Nella sua conferenza, Pierre Moscovici ha avvertito l’Italia che ridurre il debito pubblico è nel suo stesso “interesse”. Chi pensa che si possano rilanciare gli investimenti aumentando il deficit, infatti, dice “una bugia”. Rivolgendosi, più in particolare, a Matteo Salvini, ha poi sottolineato che Bruxelles non ha mai impedito all’Italia di “realizzare gli investimenti” e le “infrastrutture necessarie”. L’Italia “è il Paese che più di tutti ha beneficiato di flessibilità”. Le regole Ue “non sono stupide”, l’Italia “non può vivere con un debito al 130%, lo sguardo dei mercati è molto attento”, ha avvertito Moscovici, aggiungendo: “Vorrei soltanto che gli italiani nutrissero maggiore fiducia in loro, nel loro ruolo centrale, di terza economia della zona euro. Non smetterò mai di dirlo”. La prossima legge di bilancio, quindi, deve essere “credibile”: “ho visto il ministro Tria venerdì pomeriggio a Vienna. Continuiamo a lavorare per una soluzione comune”, ha detto, aggiungendo che “alla fine non sarà soltanto lui a votare la legge di bilancio, ma tutto il governo”.

Il Ministro dell’economia italiano è la figura governativa che sembra ispirare più fiducia a Moscovici, che con Giovanni Tria lavora regolarmente e in un “clima costruttivo. Spero che questo clima costruttivo prevarrà”. Il Commissario non si pronuncia poi sul calo della produzione industriale: “non bisogna mai giudicare la situazione economica di un Paese da un solo indicatore su un solo mese. Sulla crescita italiana daremo le nostre indicazioni a metà novembre. Non ci sono ragioni di pensare” che ci sia “un calo massiccio” dell’economia. Moscovici ha sottolineato che “il problema massiccio dell’Italia è il deficit di produttività”. Per ovviare a questa situazione “c’è bisogno di riformare l’economia. Fermare le riforme, stampare moneta, non salverà l’Italia”.