Sotto accusa c’è un intero sistema. Il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, va oltre la linea del Governo e non si limita ad accusare Autostrade.”E’ l’intero sistema di competenze e responsabilità in tema di investimenti pubblici infrastrutturali che deve essere chiamato in causa e che è alla base del degrado infrastrutturale dell’Italia, dei ritardi e dell’incapacità di spesa”. Sul crollo del Ponte Morandi, dice il ministro, “non potrà mancare l’esame attento e rigoroso delle cause e e delle responsabilità”. Ma, avverte, “nessuno si dovrà trincerare dietro l’alibi della mancanza di fondi o di vincoli di bilancio”.

La tragedia di Genova “conferma l’assoluta necessità di un grande piano di investimenti pubblici in infrastrutture, a cui il governo sta già lavorando, che parta dallo sblocco degli investimenti e degli interventi di manutenzione che hanno già finanziamenti a disposizione”, prosegue Tria, ricordando che “gli investimenti pubblici in infrastrutture sono una priorità dell’attuale governo per i quali non ci saranno vincoli di bilancio”.

Gli investimenti pubblici in infrastrutture ci sono nel bilancio già inclusi nei tendenziali, quindi non vi sono vincoli. E’ quanto precisano fonti del Ministero dell’economia e delle finanze, spiegando che il problema spesso è che manca capacità progettuale e le risorse disponibili non si utilizzano. Questo non significa che le spese per investimenti sono escluse dai saldi ma significa che quelle risorse sono già presenti nel bilancio e incluse nei saldi di cui si parla con Bruxelles. Tria auspica quindi che siano spesi: la spesa di soldi già previsti in bilancio non peggiora i saldi.

Intanto il Governo prepara un “decreto Genova” per affrontare e ridurre i tempi per la realizzazione di alcune infrastrutture, che potrebbe essere discusso oggi nel Consiglio dei ministri straordinari che sta per tenersi a Genova.