Dopo aver raggiunto il traguardo della produzione di 5000 Model 3 a settimana negli Stati Uniti, Tesla si prepara a portare parte della propria produzione in Asia. L’azienda di Elon Musk ha infatti firmato un accordo con le autorità di Shanghai per una nuova fabbrica (Gigafactory 3), la più grande di Tesla fuori dagli Stati Uniti, con un obiettivo di produzione di 500mila veicoli elettrici l’anno, in grado di rivaleggiare con le previsioni produttive dell’azienda per il suo impianto statunitense di Fremont.

L’accordo, riportato da media cinesi ed americani, è stato firmato a Shanghai da Elon Musk e dalle autorità municipali della città cinese e prevede la costruzione dell’impianto a Lingang, un’area industriale a sud-est di Shanghai. Tesla sarà avvantaggiata dal poter produrre in proprio: si tratta del primo investimento in Cina non legato ad una joint venture con un’azienda cinese, “possibile grazie all’annuncio di aprile del governo cinese di togliere il limite di proprietà del 50% per le aziende straniere che producono veicoli ad energia alternativa”, riporta il South China Morning Post, che ha fornito qualche dettaglio sull’investimento effettuato da Tesla; i numeri dell’investimento non sono stati diffusi né dall’azienda di Musk né dalle autorità cinesi. Per la testata asiatica “si tratta del più grosso investimento estero nella storia di Shanghai, che forse sorpasserà anche quello di 5,5 miliardi di dollari effettuato da Disney per lo Shanghai Disney Resort”.

Tesla entra così nel più grande mercato per veicoli elettrici del mondo: in Cina si sono venduti 1,2 milioni di veicoli elettrici nel 2017, e secondo un report di JPMorgan riportato dal South China Morning Post nel 2025 il mercato globale dell’elettrico sarà per il 12% cinese. L’annuncio di Tesla è in netto contrasto con le politiche economiche del Presidente Usa: la guerra dei dazi, che non accenna a placarsi (http://fortuneita.com/dazi-da-cina-a-usa-e-10-su-prodotti-per-200mld/), è dovuta anche alla volontà di Donald Trump di scoraggiare le imprese americane a dislocare la propria produzione in Cina. Una politica che ha avuto effetti diretti su Tesla, con l’aumento vertiginoso dei prezzi dei suoi veicoli nel paese asiatico, che ha risposto alle politiche di Trump con un aumento dei dazi per le auto made in Usa dal 15 al 40%.