Buone notizie per i ritardatari: era prevista per oggi, ma slitterà a lunedì la scadenza del calendario fiscale. Gli imprenditori potranno tirare una boccata d’aria ancora per un paio di giorni, prima di dover onorare le richieste del fisco. Lo ricorda l’ufficio studi della Cgia di Mestre. In totale, nelle casse pubbliche è previsto un gettito complessivo pari a 19,2 miliardi di euro.

In ogni caso, per i contribuenti meno virtuosi, la normativa fiscale consente comunque di pagare le imposte entro il 20 di agosto, con una maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo. Nel 2018, pertanto, la possibilità di ritardare il versamento può essere fatta pagando 4 euro in più ogni 1.000 dovuti al fisco. La stima del gettito fatta dalla Cgia tiene conto anche del comportamento fiscale tenuto dagli imprenditori nelle annualità precedenti.

La Cgia ricorda che tra il versamento del saldo 2017 e il primo acconto di quest’anno, le imprese saranno chiamate a pagare l’Ires, mentre i lavoratori autonomi e gli altri percettori di reddito dovranno versare l’Irpef e le addizionali regionali e comunali Irpef. Tutti gli imprenditori, inoltre, saranno chiamati a versare il saldo dell’ anno scorso e l’acconto di quest’anno dell‘Irap e l’iscrizione per l’anno 2018 alle Camere di Commercio.

“Speriamo che in tempi ragionevolmente brevi – dichiara il coordinatore dell’Ufficio studi degli Artigiani, Paolo Zabeoil nuovo Governo provveda a tagliare drasticamente le imposte e decida di distribuire su tutto l’arco dell’anno le scadenze fiscali che, invece, continuano irragionevolmente ad essere concentrate in particolar modo a giugno e a novembre”.

Oltre alle tasse, per gli Artigiani di Mestre, in Italia il problema è anche il peso fiscale che ostacola l’attività quotidiana delle imprese. Al netto delle tariffe applicate dai commercialisti per la tenuta della contabilità aziendale, secondo una indagine realizzata periodicamente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, il costo della burocrazia fiscale in capo agli imprenditori ammonta a circa 3 miliardi di euro all’anno.