(Di Francesco Chierchia) – La ristorazione rappresenta una delle forze trainanti dell’economia italiana. Nell’ultimo anno il settore food ha raggiunto nuovamente livelli paragonabili a quelli pre-crisi, con le famiglie del Belpaese che nel 2017 hanno speso per mangiare fuori oltre 80 miliardi di euro. Contestualmente, l’indagine “Digital in 2018”, condotta da We Are Social e Hootsuite, afferma che l’Italia è il terzo Paese al mondo per numero di utenti di telefonia mobile, preceduto solo da Corea del Sud e Hong Kong. Dal Trentino alla Sicilia sono infatti più di 49 milioni le persone che utilizzano uno smartphone, pari all’83% della popolazione nazionale. In un contesto dominato quindi dalla food-economy e dal mobile web, ecco che a diventare “smart” non sono stati solo i cellulari, ma da qualche anno anche i ristoranti, che grazie alla diffusione della rete hanno visto aprirsi un nuovo straordinario spazio di business. Per comprendere meglio un settore in continua innovazione ci siamo quindi rivolti a Almir Ambeskovic, Regional Manager di TheFork, realtà internazionale leader nella prenotazione online di locali e ristoranti.

Negli ultimi anni stiamo assistendo ad una trasformazione radicale del settore food, soprattutto per quanto riguarda le formule di business. Quali sono le ragioni alla base di sviluppi simili?

“Secondo l’ultimo rapporto della Fipe, la ristorazione, con 41 miliardi di euro di valore aggiunto, è il settore principale della filiera agroalimentare italiana. Si tratta del terzo mercato in Europa dopo Regno Unito e Spagna. Sempre stando alla Fipe, le famiglie italiane lo scorso anno hanno speso per mangiare fuori casa oltre 83 miliardi di euro, il 3% in più rispetto al 2016. D’altro canto resta elevata la mortalità delle imprese, che faticano a competere a causa di ragioni più legate alla gestione che alla qualità della cucina. In tal senso la tecnologia può essere un volano di business. Gli utenti si informano online sulle proprie scelte d’acquisto e sono sempre più abituati a prenotare o acquistare via smartphone qualsiasi tipo di bene o servizio. Perché non il pranzo o la cena al ristorante? Questo spiega l’affermarsi di strumenti come TheFork, che permette agli utenti la prenotazione online del ristorante e – al contempo – fornisce all’impresa di ristorazione un software dedicato che semplifica la gestione dell’ attività”.

Le piattaforme per le prenotazioni in sconto sono in rapida espansione. Come possiamo analizzare questo trend?

“Innanzitutto, per chiarezza, TheFork non è un’app di sconti, ma una piattaforma di prenotazione online dei ristoranti che permette di cercare e prenotare oltre 50.000 insegne in 11 Paesi. Per gestire le prenotazioni online e non solo, al ristoratore viene fornito un software. La sua versione base è gratuita: il ristorante paga solo un fee, pari circa al costo di un coperto, per ogni posto prenotato attraverso i canali TheFork ed effettivamente consumato. La digitalizzazione del processo di prenotazione, consente di applicare sconti per riempire la sala nei giorni e nelle ore di scarsa affluenza, un po’ come è successo per le compagnie aeree o gli hotel. In alternativa, le promozioni possono essere utilizzate come investimento di marketing, specie in periodi in cui siamo noi di TheFork a fare campagne importanti come nel caso di TheFork Summer. Per tutta l’estate promuoviamo con campagne TV, Dem, Push, social e molti altri strumenti, i ristoranti che applicano sconti del 50%. Si tratta chiaramente di un modello win win: prenotare online per l’utente è facile, veloce e conveniente e per il ristorante è un canale di business e uno strumento di gestione”.

Attualmente quanto vale il mercato in cui operate? Tra l’altro la concorrenza aumenta sempre di più: quali sono le caratteristiche distintive di TheFork?

“Tutto il mercato della ristorazione in Italia vale 41 miliardi di euro. Noi però ci concentriamo solo sui locali che offrono servizio al tavolo. Puntiamo sul nostro business model win-win, l’attenzione al cliente e la conoscenza del settore. Siamo nell’ambito del booking online dei ristoranti da 10 anni. TheFork infatti è nata in Francia nel 2007. Acquisita da TripAdvisor nel 2014, è poi cresciuta grazie all’acquisizione di molteplici start-up locali tra cui le italiane restOpolis e MyTable. Questo ci permette di avere una profonda consapevolezza del settore e delle specificità locali”.

Il Gruppo si sta affermando come uno dei player principali anche in Italia, ma quanto è costato avviare un’attività così nel Belpaese?

“restOpolis, la start-up italiana che è stata acquisita da TripAdvisor e integrata in TheFork nel 2015, è nata nel 2011 da una mia idea. La prenotazione online dei ristoranti era già affermata oltreoceano e io ero convinto che l’Italia fosse un mercato promettente. Come per tutte le start-up, l’inizio è stato in salita. Abbiamo fatto i conti con le sfide che qualunque azienda innovativa affronta muovendo i suoi primi passi. Nel nostro caso particolare si è trattato di cambiare la mentalità dei ristoratori italiani. Il tempo ci ha dato ragione e nel 2014, mentre TripAdvisor acquistava LaFourchette, in Italia soci come Andrea Casalini e Mauro Del Rio, di Buongiorno (da qualche tempo orientato all’ecosistema startup), Euan Lonmon, già CEO della filiale italiana di Corsica Sardinia Ferries, e Giuseppe Maurizio, già CEO di Greci Industria Alimentare entravano nella compagine societaria di restOpolis. L’anno successivo, anche restOpolis è stata acquisita da TripAdvisor e integrata con MyTable.it per dar vita alla versione italiana di TheFork, oggi piattaforma leader in Europa per la prenotazione di ristoranti online”.

Quali sono state le percentuali di crescita da quanto il progetto è stato lanciato ad oggi?

“Abbiamo più che raddoppiato il nostro network di ristoranti Partner in Italia. Attualmente abbiamo 50.000 ristoranti prenotabili in 11 Paesi, di cui 11.000 in Italia. A livello globale contiamo 18 milioni di visite al mese, 12 milioni di download dell’app e 11 milioni di recensioni. Dal lancio a oggi, le prenotazioni online sono cresciute di 20 volte”.

Che vantaggi traggono i ristoratori nel momento in cui entrano nel vostro network?

“I ristoranti beneficiano di TheFork poiché possono trasformare la loro presenza online in uno strumento di vendita effettivo. Attraverso il nostro software possono, non solo avere un nuovo canale di acquisizione di clienti, ma anche semplificare alcuni dei processi di gestione della sala e del servizio. Inoltre, TheFork li supporta con una consulenza dedicata e un team di marketing e comunicazione che promuove agli utenti i ristoranti prenotabili online”.

Nel dettaglio, come funziona la collaborazione con i Partner?

“Come anticipato nel momento in cui i ristoranti iniziano a collaborare con TheFork forniamo loro un gestionale – TheFork Manager – che è una sorta di agenda digitale delle prenotazioni. Ne esistono tre versioni: una gratuita e due che prevedono un fee mensile. Inoltre, tutti i ristoranti Partner pagano una commissione su ogni coperto prenotato attraverso TheFork ed effettivamente consumato. Infine, hanno la possibilità di installare i nostri widget sul loro sito web e sulla loro pagina Facebook. Questo è un servizio assolutamente gratuito per loro”.

Secondo lei il mercato lancia indicazioni per un’ulteriore crescita o ha già raggiunto la sua massima fase di espansione?

“È un settore ancora in crescita. Per gli utenti ricerca e booking sono sempre più mobile, ma solo il 40% degli esercizi è pronto a rispondere a questa esigenza della clientela pertanto siamo ancora lontani dalla saturazione del mercato”.