Finalmente bollinato dalla Ragioneria generale dello Stato, il decreto dignità trova le coperture necessarie, aumentando già nel 2018 il prelievo sui giochi e facendo affidamento a vari fondi ministeriali, a partire da quello del Mef per interventi strutturali di politica economica. In attesa dell’approdo in Parlamento, si è quindi passati già a discutere delle possibili aggiunte, non solo sui voucher, su cui Luigi Di Maio ha ormai dimostrato, con specifici limiti di applicazione, la disponibilità dei Cinquestelle, ma anche su nuovi incentivi alla stabilizzazione dei precari, che andrebbero a compensare la stretta sui contratti a termine contenuta nella prima parte del provvedimento. “Se vogliamo incentivare i contratti a tempo indeterminato, ben venga“, ha detto il ministro del Lavoro, lasciando intendere che il tema sarà probabilmente oggetto di attenzione nel percorso alle Camere, anche per arginare il malcontento di Confindustria. L’idea potrebbe essere quella di un primo assaggio di taglio del cuneo fiscale, almeno per alcuni settori produttivi, da approfondire poi nella legge di bilancio. L’ipotesi viene subito giudicata ”positiva” dal presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia. Una bocciatura piena alla reintroduzione dei voucher arriva invece dalla Cgil. “Permettere l’uso dei voucher, anche se per alcuni settori – ha affermato Susanna Camusso – è una cosa indecente”. Questi gli interventi previsti al momento nel provvedimento.

STRETTA SUI CONTRATTI A TERMINE, INPS VERIFICHERA’ COSTI – Il limite massimo di durata dei contratti si riduce da 36 a 24 mesi e ogni rinnovo a partire dal secondo avrà un costo contributivo crescente dello 0,5%. Ridotte da 5 a 4 le possibili proroghe. Aumenta inoltre il valore dell’indennità per i lavoratori licenziati “ingiustamente”, passando da massimo 24 mesi a massimo di 36. Sul costo del pacchetto vigilerà trimestralmente l’Inps che informerà appositamente Mef e Ministero del Lavoro.

SALTA CAUSALE SU STAGIONALI – Il decreto prevede il ritorno delle le causali per i rinnovi dei contratti ma, rispetto alle prime bozze, salta la necessità di quelle per i lavoratori stagionali.

A CHI DELOCALIZZA MULTE DA 2 A 4 VOLTE I BENEFICI: alle aziende che hanno ricevuto aiuti di Stato che delocalizzano le attività prima che siano trascorsi 5 anni dalla fine degli investimenti agevolati arriveranno sanzioni da 2 a 4 volte il beneficio ricevuto. Anche il beneficio andrà restituito con interessi maggiorati fino a 5 punti percentuali. In arrivo un meccanismo di ‘recapture’ per l’iperammortamento in caso di delocalizzazione o cessione degli investimenti.

TUTELA OCCUPAZIONE CON AIUTI DI STATO – Nel caso la concessione di aiuti di Stato preveda una valutazione dell’impatto occupazionale, i benefici vengono revocati in tutto o in parte a chi taglia nei successivi 5 anni i posti di lavoro.

SALVE MAESTRE CON DIPLOMA MAGISTRALE – Le maestre non laureate ma con diploma conseguito prima del 2001-2002 potranno comunque insegnare, a dispetto dello stop arrivato dal Consiglio di Stato. Per ora il decreto stabilisce una proroga di soli 120 giorni ma ne seguirà probabilmente una successiva per garantire la continuità dell’anno scolastico.

STOP PUBBLICITA’ GIOCHI, AUMENTA SUBITO TASSA SLOT – Stop totale agli spot sul gioco d’azzardo, che dal 2019 scatterà anche per le sponsorizzazioni e “tutte le forme di comunicazione” comprese “citazioni visive ed acustiche e la sovraimpressione del nome, marchio, simboli”. A chi non rispetta il divieto arriverà una sanzione del 5% del valore della sponsorizzazione o della pubblicità” comunque di “importo minimo di 50.000 euro”. Salvi i contratti in essere ma comunque per non più di un anno. Per coprire il calo degli incassi Iva aumenta praticamente da subito (il primo settembre) il Preu su slot e videolotteries che passa al 19,25% e al 6,25%. Ulteriore rialzo dello 0,25% su entrambi dal primo maggio 2019.

INTERVENTI LIGHT SU SPESOMETRO E SPLIT PAYMENT: L’abolizione del trattenimento diretto dell’Iva da parte dello Stato riguarda solo i professionisti. Il calo del gettito è coperto anche in questo caso dal rincaro del Preu sui giochi e da fondi Mise e Mef. Per lo spesometro invece si profila un rinvio della scadenza per l’invio dei dati del terzo trimestre a febbraio 2019, insieme quindi all’invio dei dati del quarto trimestre.

STOP ALLO SCOPO DI LUCRO NELLO SPORT DILETTANTISTICO – Il dl cancella la disciplina voluta dall’ex ministro Lotti ed introdotta con l’ultima legge di bilancio che consentiva di esercitare lo sport dilettantistico anche a scopo di lucro. Saltano l’Ires agevolato e i rapporti di lavoro.

COPERTURE, SALVO FONDO INFORMAZIONE – Le coperture necessarie alla stretta sul precariato e al taglio della pubblicità dei giochi deriveranno in gran parte dal Fondo per interventi strutturali di politica economica del Mef e dall’aumento immediato del Preu che servirà anche ad evitare buchi dovuti allo split payment. Viene evitato invece il taglio di 35 milioni del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione.