Un lieve cambiamento, che non inciderà concretamente sui contratti a tempo indeterminato. Così Moody’s definisce il Dl Dignità, fortemente voluto dal Governo italiano e approvato in Parlamento il 7 agosto scorso.

Il decreto Dignità “rappresenta un lieve cambiamento piuttosto che una retromarcia vera e propria rispetto alle precedenti riforme del lavoro”, ha detto Moody’s, e “le misure approvate riducono la flessibilità ed è improbabile che portino ad un aumento concreto dei contratti a tempo indeterminato” in Italia. Proprio la società di analisi intanto ha rinviato all’autunno, entro la fine di ottobre, la decisione sul rating sovrano dell’Italia. Moody’s è in attesa della pubblicazione della nota di aggiornamento al Def prevista entro fine settembre. Sull’Italia pende la decisione di rivedere al ribasso il rating, attualmente a Baa2.

La nota di aggiornamento al Def e la Legge di Bilancio “dovrebbero fare chiarezza sulle politiche economiche del governo, su come intende finanziare le sue promesse” elettorali, “sulle pensioni”, sottolinea Moody’s nella nota. L’agenzia Usa spiega inoltre che il governo M5S-Lega dovrà anche trovare risorse sostitutive, pari a circa 12,5 miliardi di euro o lo 0,7% del Pil, dopo aver annunciato di non voler aumentare l’Iva a gennaio 2019.