Nel giorno dei funerali delle vittime del crollo del Ponte Morandi di Genova, arrivano le parole nette del Capo dello Stato, Sergio Mattarella. “Accertare la verità e garantire la sicurezza”. Priorità assolute, in uno scenario di grande sofferenza. “Genova è stata colpita. Tutti i genovesi e tutti coloro che si sono recati a Genova in questi anni sono passati su quel ponte, anche io l’ho percorso tante volte, anche di recente. E’ una tragedia che ha coinvolto tanti, tutto il nostro Paese. E’ una tragedia inaccettabile”, scandisce il Presidente della Repubblica.

Di verità parla anche l’Ad di Autostrade Giovanni Castellucci, in una conferenza stampa in cui, insieme al presidente Fabio Cerchiai, spiega il piano per sostenere le vittime e ricostruire rapidamente. “Collaboreremo con la magistratura per arrivare alla verità sul disastro“, dice, aggiungendo che “i dubbi sullo stato di manutenzione del ponte mi dicono che erano stati superati. Ma verificheremo e daremo tutto il nostro sostegno alla magistratura”. In sostanza, sul fronte tecnico, la posizione di Autostrade resta la stessa. “Non ho molto da aggiungere rispetto a quanto detto a caldo martedì. Tutte le relazioni di cui sono a conoscenza davano uno stato di salute buono” del ponte. Però questo sarà oggetto di verifiche, di analisi della magistratura e di perizie e sarà prima priorità”, insiste Castellucci. C’è spazio, ovviamente, anche per il lato umano. “Mi scuso profondamente”, dice Castellucci. “Esprimo cordoglio e vicinanza alle vittime, ai loro familiari, ai loro amici, ai genovesi, ai soccorritori per i quali ho ammirazione. E’ uno strazio che mi porto nel cuore”. La famiglia Benetton si pone davanti a questa tragedia “con grande dolore e con grande partecipazione”, evidenzia Cerchiai. Poi, le azioni concrete che la società sta per mettere in campo. “La prima azione è per le famiglie delle vittime. Abbiamo stanziato un fondo per le esigenze immediate che affineremo con il Comune e che verrà gestito dal Comune”. Castellucci poi guarda alla ricostruzione. “Ripristinare il prima possibile la viabilità e ricostruire il ponte sul Polcevera. E’ il nostro primo impegno. Abbiamo un progetto che ci permette in otto mesi, tra demolizione e ricostruzione di avere un nuovo ponte in acciaio“. Per potere costruire il ponte in sicurezza “sarà stanziato un fondo per dare indennizzi a tutti coloro che saranno costretti a lasciare le case”. Sul fronte pedaggi “c’è l’ipotesi di liberalizzarli nel nodo di Genova da Bolzaneto a Voltri a Genova Ovest da lunedì”. Gli stanziamenti saranno di “svariati milioni di euro per le famiglie, svariate decine di milioni per le demolizioni e le ricostruzioni, ma valuteremo con la Regione gli aggiustamenti”. Castellucci invece, almeno per ora, non risponde alla dura presa di posizione del Governo che ha avviato la l’iter per la revoca della concessione. “Altri temi, come il rapporto tra noi e governo, li tratteremo un’altra volta”.

Rapporti che restano comunque tesissimi. Come dimostrano, ancora una volta, le parole del vicepremier Luigi Di Maio.”Stai tranquillo, questi i nostri ponti e le nostre strade non li gestiranno mai più”, ha risposto ad un familiare di una delle vittime del crollo del ponte che gli chiedeva severità verso la società Autostrade. “L’unica strada che il governo seguirà è quella di andare avanti con la procedura di revoca. Le loro scuse servono a poco e non vi è modo di alleviare le sofferenze di una città distrutta dal dolore”, aggiunge poi Di Maio su Facebook, commentando le dichiarazioni di Castellucci. “Abbiamo fatto una promessa ai familiari delle vittime e a tutti i cittadini rimasti coinvolti nella tragedia di Genova e la onoreremo andando fino in fondo”. Ancora, sul fronte del sostegno alle vittime. “Sia ben chiaro: lo Stato non accetta elemosine da Autostrade. Pretendiamo risarcimenti credibili e non vi sarà alcun baratto”. Lo scrive il vicepremier Luigi Di Maio su Facebook, al termine della conferenza stampa di Autostrade per l’Italia sul crollo del ponte Morandi.

Del resto a parlare ci sono anche i passi formali. “Ho una notizia importantissima da darvi. Il mio ministero ha inviato ad Autostrade la lettera con cui prende avvio la procedura per la decadenza della concessione. Vogliamo cambiare tutto”, ha annunciato ieri sera il ministro delle infrastrutture e trasporti Danilo Toninelli in un post su Facebook. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti “avvia, in modo formale, la contestazione del gravissimo inadempimento” della società Autostrade “agli obblighi di manutenzione (ordinaria e straordinaria) e custodia, in oggettiva considerazione del collasso dell’infrastruttura, delle vittime accertate e degli ingenti danni riportati ai beni anche di soggetti terzi, senza considerare l’interruzione del sistema di viabilità e quindi la compromissione della funzionalità delle infrastrutture concesse”, si legge nella lettera inviata dal Mit alla società Autostrade.

Il premier Giuseppe Conte ha spiegato: “Il concessionario avrà facoltà di far pervenire le proprie controdeduzioni entro 15 giorni, fermo restando che il disastro è un fatto oggettivo e inoppugnabile e che l’onere di prevenirlo era in capo al concessionario su cui gravavano gli obblighi di manutenzione e di custodia. Si è diffusa la notizia che Autostrade per l’Italia sarebbe disponibile a ricostruire il ponte a sue spese. Se questa proposta verrà formalizzata il Governo la valuterà, ma non come contropartita della rinuncia a far valere la voce di tutte le vittime di questa immane tragedia”. Secondo quanto si apprende da fonti di Palazzo Madama, la prossima settimana saranno convocate le competetenti Commissioni parlamentari di Senato e Camera per l’informativa urgente del Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Danilo Toninelli.

In sostanza, è passata per ora la linea intransigente del leader Cinquestelle Luigi Di Maio. “Il crollo del ponte Morandi è figlio di tutti i trattamenti privilegiati e delle marchette fatti ad Autostrade per l’Italia”, ha scritto il vicepremier in una lettera inviata ai parlamentari M5s. “Ci vorrà tanto tempo per invertire la rotta e togliere la mangiatoia pubblica a questi prenditori, ma siamo stati votati proprio per questo”, ha aggiunto.

La Consob intanto sta indagando anche sulle dichiarazioni degli esponenti di Governo, valutandone le conseguenze sull’andamento del titolo.

 

La fretta di punire un colpevole