Draghi cambierà idea tra dieci giorni, quando sarà presentato il Def. E’ la linea dei Cinquestelle, dopo l’affondo del presidente della Bce, che ieri ha parlato di “danni” in seguito alle dichiarazioni del governo italiano, con conseguente aumento dei tassi per le famiglie e le imprese. A rispondere è il viceministro all’Economia Laura Castelli (M5S), intervistata da La Stampa: “avrete notato che lo spread è sceso da quando abbiamo fatto capire ai mercati che crediamo a un governo di legislatura e che il Def e la legge di Bilancio su cui stiamo lavorando guarda ai prossimi 15 anni – afferma – Draghi cambierà idea tra dieci giorni quando leggerà il Def. Vedrà che facciamo sul serio”, chiudendo il discorso con un’insinuazione, oramai marchio di fabbrica dei 5 stelle: “Se poi non gli piace questo governo…”.

Sul reddito di cittadinanza, ribadisce che si farà nel 2019, “come promesso. Partiremo il primo gennaio con le pensioni di cittadinanza, portando le minime a 780 euro. Intanto ci occuperemo della riforma dei centri per l’impiego. Abbiamo calcolato che ci vogliono 3-4 mesi. Successivamente partirà il reddito di cittadinanza. Per il reddito la platea sarà “quella prevista dal contratto” e “costerà 10 miliardi, ovviamente considerando le pensioni che partono a gennaio”. “Le risorse – assicura – ci sono”. “Creeremo – prosegue – un’identità digitale del reddito di cittadinanza che disincentiverà il nero. Con il team di Diego Piacentini, commissario per l’Agenda digitale, stiamo mettendo insieme tutte le banche dati necessarie, Inps, centri per l’impiego, centri di formazione”, “si eviterà l’evasione, la corruzione, i furbetti. Ormai il reddito ce lo copia anche Macron. Magari facciamo una joint venture”, “si può pensare a un reddito Ue”.