Partiamo dalla notizia: verso la metà di maggio, la polizia malese ha fatto irruzione in un lussuoso appartamento al centro di Kuala Lumpur collegato all’ex primo ministro Najib Razak, sequestrando ben 284 borse piene di denaro e gioielli. Ma non si trattava di borse normali: erano costosissime borse modello Birkin firmate Hermès. La polizia era sulle tracce di Razak per uno scandalo su trasferimenti di denaro illeciti da fondi societari, e l’ex primo ministro è accusato di aver usato soldi pubblici per acquistare oggetti di lusso, tra cui, appunto, le 284 borse incriminate. La collezione di borse di lusso, che dovrebbero appartenere alla moglie di Razak, Rosmah Mansor, non si deve considerare solo come un semplice capriccio, ma come una garanzia sul futuro. La Birkin è diventata negli anni un investimento che, numeri alla mano, rende più dell’oro: un bene rifugio il cui valore, monitorato negli tempo, è sempre cresciuto.

Sul valore delle Birkin in rete c’è praticamente un osservatorio per monitorare aste e prezzi. Sì, perché se il suo prezzo in negozio parte da una cifra intorno ai 10 mila dollari (ma varia a seconda della grandezza, del colore e soprattutto della pelle utilizzata) la caccia alle borse si gioca tutta sul cosiddetto “secondary market”, cioè il mercato delle borse di seconda mano. Per alcune ragioni semplici: prima di tutto, per acquistare una Birkin da Hermés c’è una lista di attesa che può farvi aspettare diversi mesi, se non addirittura anni, visti i tempi di lavorazione artigianale e le pelli usate, che necessitano di trattamenti speciali, come quella di coccodrillo. Poi c’è il fattore dell’esclusività: ogni Birkin è unica. Per questi motivi, le borse già in circolazione si rivendono a un prezzo molto più alto rispetto a quello di vendita, perché la scarsità del prodotto non soddisfa la domanda, che viene costantemente alimentata anche dalle celebrità che sfoggiano le loro Birkin, da Victoria Beckham fino alla moglie dell’ex primo ministro malese. La storia delle aste di Birkin offre un ottimo esempio: praticamente ogni anno viene battuto un nuovo record, con cifre sempre più astronomiche. Quella più costosa in assoluto è stata battuta nel 2017, per un cartellino stellare da 383 mila dollari: si trattava di una borsa realizzata con pelle di coccodrillo albino (e pertanto ribattezzata “Himalaya Birkin” per il suo colore) impreziosita da oltre 200 diamanti.

Il sito Bag Hunter aveva condotto nel 2016 una ricerca che dimostrava come una Birkin fosse un investimento di gran lunga migliore dell’oro. Il report è stato aggiornato (https://baghunter.com/pages/hermes-birkin-values-research-study-june-2017-update) a metà 2017, in seguito all’asta record e a un ulteriore incremento delle vendite di Birkin di seconda mano. Bag Hunter sottolinea come tra il 2016 e il 2017 si siano susseguite una serie di aste che hanno aumentato sempre di più il valore generale delle Birkin sul secondary market: al netto delle borse-record, da gennaio 2016 al luglio 2017, l’intero settore delle Birkin ha aumentato il suo valore in media del 16%, con picchi del 20% per quanto riguarda i modelli realizzati con pelli esotiche o colori particolari. Ma torniamo al report: Bag Hunter ha comparato il rendimento della preziosa borsa con i titoli dell’indice S&P 500 della borsa di New York e con l’oro, nel periodo compreso dal 1981 – cioè l’anno in cui la Birkin è andata sul mercato – a luglio 2017. Nel periodo preso in considerazione, i ritorni annuali dell’indice S&P 500 sono stati pari a 8,7%, quelli dell’oro intorno a 2,1%, quelli della Birkin del 14,3%. Tuttavia, se guardiamo l’andamento degli interessi delle tre tipologie di investimento su un grafico, notiamo una caratteristica non trascurabile: mentre i titoli e l’oro hanno un andamento fluttuante, e sono soggetti a picchi e a discese, quello delle Birkin è praticamente una linea retta, sempre crescente negli ultimi 37 anni. Per questo motivo la collezione della moglie dell’ex primo ministro malese difficilmente può considerarsi solo uno sfoggio di ricchezza: qualora le 284 Birkin le venissero restituite, e lei decidesse di metterle all’asta, le preziose borse frutterebbero alla signora una rendita a vita.