Il Napoli batte 1 a 0 la Juve a Torino e accorcia in classifica a un solo punto. La squadra di Sarri vince contro il pronostico e ribalta anche la partita sui conti delle due società, che ora si giocano lo scudetto punto a punto.

Se sul campo i valori sono simili, per performance finanziaria le due squadre restano a debita distanza. Il divario tra il club della famiglia Agnelli-Elkann e il Napoli è tutto nella differente capacità di generare ricchezza: la Juventus ha chiuso i conti al 30 giugno del 2017 con ricavi che hanno raggiunto i 562,7 milioni di euro, il 45% in più di quanto sia stato in grado di incassare nello stesso periodo di tempo il Napoli. La società di Aurelio De Laurentiis al termine della stagione 2016-2017 si è fermata infatti poco oltre i 308 milioni di fatturato.

A segnare il solco è stata l’abissale distanza negli incassi da diritti televisivi. La Juventus in una sola stagione è riuscita ad ottenere novanta milioni in più del Napoli. La squadra di Maurizio Sarri ha pagato caro il terzo posto in campionato e il costante balbettio europeo: ha portato a casa in totale 142,5 milioni di euro, il 46% del fatturato, con 66 milioni che le sono arrivati via bonifico dalla Uefa. Tra Italia ed Europa, invece, la Juve ha intascato ben di più:m232,8 milioni da diritti media, il 40% dell’intero fatturato. Per i bianconeri ben 110 milioni sono arrivati grazie alla Champions League, grazie alla finale persa a Cardiff, e il resto lo ha fatto l’ennesimo trionfo in Serie A.

L’unica analogia che nel periodo di riferimento lega i ricavi di Juventus e Napoli è nelle plusvalenze ottenute grazie alla cessione dei calciatori. Da Torino son partiti giocatori per 140 milioni di plusvalenze (su tutti, Paul Pogba); il Napoli nello stesso periodo ha spedito proprio allo Stadium Gonzalo Higuain e ha chiuso anche altre operazioni che hanno permesso al club di mettere a bilancio 104,4 milioni di euro sotto la stessa voce. Per il resto, il confronto è senza paragoni. Le sponsorizzazioni sono valse al Napoli 28 milioni di euro; per i bianconeri molto di più: la bellezza di 74,7 milioni. Praticamente un altro Pianeta, così come per i ricavi da gara: la Juve è riuscita a guadagnare 57,8 milioni e il Napoli – incredibile, ma vero – ha portato a casa meno di venti milioni, 16 da biglietti staccati e 3 da abbonamenti stagionali. Stop.

Con oltre 250 milioni di ricavi in meno, ovviamente, il Napoli è risultato essere più competitivo dal punto di vista dei costi: per portare avanti la società in Campania nella stagione 16-17 sono stati spesi 207,4 milioni di euro, quando sulla sponda bianconera di Torino non si è badato a spese, visti i 400 milioni di costi conteggiati a fine anno. Il contenimento delle uscite, come possono però immaginare i tifosi, non è sempre sinonimo di attenzione alle dinamiche sportive. Il vero risparmio il Napoli lo ha ottenuto infatti sulla rosa, potendosi permettere di contabilizzare per i tesserati appena 101 milioni di costi – spesi al 95% in stipendi – contro i 235 messi a disposizione dalla Juventus per calciatori e staff.

Nella bottom line le due squadre risultano essere performanti: la Juve ha registrato un utile di 42,6 milioni e il Napoli ha sfondato quota 66. In entrambi i casi, va però ricordato, il risultato finale risente delle generose plusvalenze contabilizzate dalla cessione di calciatori, un caso unico a certi livelli. In uno scenario, definiamolo così, tradizionale le proporzioni possono essere ben diverse: il Napoli ha chiuso in rosso sia nel 2016 (-3 milioni) sia nel 2015 (-21,62); la Juventus macina utili da tre anni, ma rispetto all’ultimo anno in misura più contenuta nel 2016 (+4,1) e nel 2015 (+2,3).

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