Il presidente della Camera Roberto Fico riceve dalle mani del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, l’incarico per verificare la possibilità di individuare una maggioranza Pd-Cinquestelle e Luigi Di Maio scarica Matteo Salvini. È la prima conseguenza politica che l’iniziativa politica del Colle produce nei partiti.

Dal comportamento di Matteo Salvini “ho capito che non vuole assumersi responsabilita’ di governo. Perche’ sinceramente non riesco proprio a capire come mai preferisca stare all’opposizione per il bene dei suoi alleati, invece di andare al Governo per il bene degli italiani. E dovra’ darne conto a tutti gli imprenditori, pensionati, professionisti, giovani che lo hanno votato per vederlo al Governo e invece ha reso il loro voto ininfluente. Non si dica che non c’ho provato fino alla fine, adesso buona fortuna”.

Che la mossa del Colle fosse sgradita al leader della Lega non era un mistero. Ma è stata una bocciatura senza appello quella di Salvini. “Hanno perso in Italia, hanno perso in Molise, se ci date una mano straperderanno domenica in Fvg. Io non voglio vedere Renzi, Serracchiani o la Boschi al governo per i prossimi cinque anni. Non è giusto, non è normale, non è rispettoso”, ha detto. Quindi il leader della Lega ha aggiunto: “Bisogna rispettare sempre le indicazioni del Presidente ecc. ecc. ma farò di tutto perché non accada questa presa in giro. Se ci escludono potremmo andare da soli”.

Ripercussioni (con divisioni) anche nel campo del Pd. I fedelissimi di Matteo Renzi (Marcucci e Orfini su tutti) hanno sparato ad alzo zero sul tentativo di Fico perchè “non ci sono le condizioni”. “Eravamo, siamo e resteremo alternativi ai Cinquestelle” ha detto senza mezzi termini il presidente dem. Più accomodante la posizione di Maurizio Martina: “Ok al confronto se si superano le ambiguità”.

“Mi metterò al lavoro da subito. Secondo me il punto fondamentale e’ che si deve partire dai temi e dal programma per l’interesse del Paese. Ed è quello che cercherò di fare da subito”, ha promesso Fico. Forse sarà una Liberazione di lavoro per il presidente della Camera e i partiti.