Trattativa ancora in salita per l’Ilva, con il nodo esuberi che resta tutto da sciogliere. Si apre una settimana importante, dopo l’incontro al Mise che ha mantenuto inalterate le distanze tra azienda e sindacati. “Permangono le differenze tra noi e il gruppo Arcelor Mittal su esuberi e su trattamenti di lavoro”, è la sintesi di Rocco Palombella, segretario generale Uilm. Non sono mancati passaggi all’insegna della tensione. “C’è stato un momento in cui pensavamo di interrompere la trattativa, ma abbiamo deciso di rivederci l’11 aprile, con l’intesa che l’azienda sia allora disponibile a modificare la sua impostazione, perché un organico di 14mila lavoratori è una garanzia di sviluppo del piano industriale”. Arcelor Mittal, ha continuato Palombella, “ha manifestato la volontà di restare ferma sulle 10 mila unita indicate dal governo, quindi così restano ancora 4mila lavoratori in esubero”. Anche per Rosario Rappa, segretario nazionale della Fiom Cgil, la situazione “resta immodificata, l’azienda intende applicare quanto previsto dal contratto di acquisto, ma noi non siamo disponibili a un accordo sindacale che nei fatti sancisce un contratto stipulato fra governo e Mittal”. Il sindacalista Fiom ha ribadito poi la posizione del sindacato: “noi rimaniamo fermi a 14.000 lavoratori da assumere”. In sostanza, l’azienda non avrebbe fatto i passi avanti ritenuti necessari dai sindacati. “Non ci hanno convinto né sui numeri né sul cambio delle normative”, ha continuato Rappa, ribadendo: “ci hanno chiesto di rivederci l’undici aprile ma per quello che riguarda la Fiom, arriveremo ribadendo gli stessi punti per un fatto di cortesia: o il governo e Mittal cambiano i punti di quel contratto o non ci saranno le condizioni per un accordo”. Anche secondo Valerio D’Alo, segretario nazionale della Fim Cisl, la trattativa resta “difficile”. Finalmente, ha spiegato, “si è parlato dei capitoli veri della vertenza” ma “portare alle lunghe la discussione non aiuta”. E la priorità resta quella di tutelare tutti i 14mila dipendenti.

A sperare in una rapida soluzione non sono solo i sindacati. “Purtroppo la vicenda Ilva non è semplice e la soluzione neppure rapida. L’auspicio è quello di raggiungere una conclusione perché il ruolo dell’ azienda è strategico per l’industria italiana”, ha evidenziato l’industriale Giovanni Arvedi a margine della cerimonia di consegna della cittadinanza onoraria a Sestri Levante, dove sorge la Arinox. Tonino Gozzi, presidente di Federacciai, presente alla cerimonia, ha spiegato: “I problemi sul tavolo delle trattative sono ancora molteplici e vanno da quelli ambientali, soprattutto in Puglia, a quelli occupazionali con il piano industriale che comunque prevede 4500 esuberi. Una vera e propria emergenza sia per quanto riguarda il mercato dell’acciaio nazionale che per il volume di occupazione diretta e dell’indotto che l’Ilva ha generato fino a pochi anni fa”.