Per Beppe Grillo l’Ilva andrebbe “riconvertita” e il suo bacino “bonificato” come accadde per quello minerario del Ruhr. E subito il neoministro del Lavoro, Luigi Di Maio, si affretta a precisare che quelle del fondatore del M5S sono “opinioni personali”. Ovviamente le critiche non mancano, in particolare dai Giovani industriali, oggi riuniti a Rapallo nel loro convegno annuale.

“Tutto sarà gestito con responsabilità. Tutto quello che viene detto da Grillo o da altri, sono opinioni personali. Io non prendo decisioni finché non incontro le parti. Poi decideremo e se serve valuteremo anche la continuità”, ha detto Di Maio cercando di spegnere l’incendio.

Un vero e proprio altolà, invece, il giudizio dei Giovani imprenditori. “Le città non vanno abbandonate alla soglia del cambiamento, come Taranto. Dal primo luglio Arcelor Mittal entrerà all’Ilva con un piano di 2,3 miliardi di investimenti, di cui 1,1 per il risanamento ambientale. Non si scherza con 20 mila posti di lavoro, non si scherza con l’1% del Pil del Paese. Con un’azienda che ha cassa ancora per un mese”. Lo dice il presidente dei Giovani di Confindustria, Alessio Rossi, che nelle tesi degli imprenditori under-40 evidenzia la necessità di infrastrutture.

“Abbiamo bisogno di Tap, Terzo Valico e Tav: avere centinaia di camion che attraversano quotidianamente la Val Susa non è sostenibile”, sostiene. “Le infrastrutture del futuro saranno ferrovie ultraveloci, autostrade di dati, porti e aeroporti collegati da snodi viari intelligenti e interconnessi. L’Italia – evidenzia – dovrebbe essere la piattaforma logistica d’Europa”. Contro Grillo e Di Maio, le opposizioni e i sindacati.