Matteo Salvini non arretra e torna a sfidare il Colle. Per il governo Conte, “io ho detto ‘o si parte o per noi basta’. Mi rifiuto di andare avanti ancora a trattare per settimane. I mutui non aspettano, la benzina non aspetta, gli sbarchi nemmeno”.

Pur senza citarlo espressamente il capo della Lega resta fermo sul nome di Savona per il  ministero dell’Economia. E rilancia: “Un rischio di frattura con il Quirinale? L’unico rischio che vedo è un’ulteriore frattura tra i palazzi del potere e gli italiani. Se qualcuno rallentasse ancora questo processo di cambiamento facendo saltare 15 giorni di lavoro e sacrificio, sarei ancora arrabbiato”.

“Già stasera aggiunge Salvini – daremo al presidente del Consiglio incaricato i nomi dei ministri della Lega che sono pronti a lavorare per il bene dell’Italia. Non è questione di nomi e cognomi ma di rispetto del voto degli italiani”. Secondo Salvini, comunque, “passi indietro la Lega ne ha già fatti abbastanza, abbiamo fatto tutto quello che potevamo fare”.  Domani probabilmente, il giorno decisivo. Già dal primo pomeriggio il presidente incaricato Giuseppe Conte (che oggi ha ricevuto la telefonata del presidente della Repubblica Francese, Emmanuel Macron, che non “vede l’ora” di lavorare congiuntamente) sarà alla Camera dei deputati prima di (eventualmente) salire al Colle.

E nella generale tensione di queste ore si innesta anche una polemica tutta diplomatica tra l’Italia e la Germania. Dopo il titolo di ‘Der Spiegel’ che se la prendeva con gli ‘italiani scrocconi’ è arrivata la piccata replica della nostra ambasciata a Berlino. “La dialettica politica – scrive Pietro Benassi – appartiene alla libertà di stampa e al discorso democratico. Ciò che lascia un retrogusto pessimo è il modo in cui questa critica è indirizzata ad un intero popolo”. Benassi parla di “strada pericolosa” per la dialettica in Europa”.