I fast food non saranno mai più quelli di una volta, e gli hamburger come li abbiamo sempre conosciuti forse sono destinati a scomparire. White Castle, la storica catena di fast food americana (quella che vendeva gli hamburger ancora prima di McDonald’s, per intenderci) ha appena annunciato un cambiamento rivoluzionario nel suo menù: a fianco dei succosi panini di manzo venderà anche gli hamburger di Impossibile Foods, la società che produce carne a base vegetale. Non hamburger vegetariani, però: i medaglioni della società californiana puntano ad essere perfetti sostituti della carne, riproducendone il sapore, il colore e l’aspetto “al sangue”.

L’approdo dell’hamburger vegetale sui vassoi di White Castle segna un passo decisivo per il mercato dei “sostituti” della carne. Secondo i dati della Plant Based Foods Association, il mercato totale dei prodotti a base vegetale (che comprende anche composti proteici derivati dal tofu, dai piselli, dai funghi e dalla soia) ha raggiunto i 5 miliardi di vendite negli Usa, segnando un crescendo continuo negli ultimi anni. Impossibile Foods è la società fondata nel 2011 da Patrick Brown, che proprio i primi giorni di aprile ha avuto un aumento di capitale di 114 milioni di dollari dal fondo di Singapore Temasek e dal cinese Sailing Capital, portano il capitale totale a circa 400 milioni di dollari. L’obiettivo della società, ora, è uscire dal mercato americano ed espandersi, a partire dall’Asia. La startup aveva già chiuso un grosso round lo scorso agosto, quando un gruppo di investitori tra i più ricchi del pianeta – come il co-founder di Microsoft Bill Gates, e il terzo uomo più ricco dell’Asia, Li Ka-shing – ci aveva creduto, puntando su un mercato che, almeno fino a oggi, non aveva ancora raggiunto il grande pubblico.

La sfida di Impossible Foods sta già nel nome: riuscire a offrire un “impossibile” surrogato della carne che ne mantenga tutte le caratteristiche che ce la fanno amare, dalla consistenza al sapore. Utilizzando, però, ingredienti vegetali: grano, patate, olio di cocco, e l’eme, un composto chimico che la società estrae dalle piante, che contiene un atomo di ferro. Il segreto degli hamburger impossibili consiste interamente in questa particella, che è quella che dà al sangue il suo colore tipico, e da cui deriverebbe il gusto ferroso della carne. Un panino di origine vegetale ha un impatto ambientale enormemente inferiore a quello di origine animale, grazie a un processo che abbatte del 75% il bisogno di acqua e che genera l’87% in meno di gas serra.

Impossibile Foods non è l’unica startup a cercare alternative alla carne: la sua più grande concorrente è Beyond Meat, un’altra società che ha ricevuto il sostegno finanziario di Gates, e di altri personaggi di spicco come l’ex Ceo di McDonald’s Don Thompson, i co-founder di Twitter Biz Stone and Evan Williams, oltre che l’attore Leonardo Di Caprio. La società ha raccolto molto meno rispetto alla concorrente, con un ultimo aumento di capitale di 55 milioni di dollari lo scorso dicembre. Impossible Foods è dunque la società del settore di gran lunga più finanziata fino a questo momento, e l’accordo con White Castle sembra sancire definitivamente il suo sorpasso. Finora la startup si era focalizzata su un mercato d’elité, stringendo accordi con alcuni chef famosi che servivano i panini senza carne non proprio a prezzi democratici. Da White Castle, invece, tutti potranno avere un hamburger vegetale a circa 2 dollari (il prezzo dell’hamburger normale è 1 dollaro). Se gli Impossible burgers riusciranno a far dimenticare la carne, è ancora presto per dirlo. Ma quanto meno, ora, si contendono il gusto del pubblico sullo stesso vassoio da fast food.

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