Cinque miliardi di euro. Questo il peso delle affermazioni del governo Conte che – tra dichiarazioni sulla gestione del debito e sulle regole europee, riferimenti a condoni e pace fiscale, e rinvii di misure come lo split payment – sarebbe costato non poco agli italiani, e questo solo nei primissimi mesi dall’insediamento. A lanciare l’allarme è l’ex premier Paolo Gentiloni, in un’intervista alla Stampa.

“Se il governo – spiega – fa certe affermazioni sul nostro debito e sulle regole europee e tutto questo raddoppia lo spread, passato da quota 120-130 del 2017 a 230-240, questo significa l’1 per cento in più rispetto allo stock dei titoli di Stato che dobbiamo vendere quest’anno: un “costo” di circa 5 miliardi e mezzo in più. Se tu dichiari la pace fiscale – prosegue – facendo riferimento ad un condono al di sotto dei 100mila euro, di fatto collochi una mina molto significativa sotto la cosiddetta rottamazione. Secondo la stima degli addetti ai lavori, con un costo enorme. Se poi aggiungi il rinvio di misure come lo split payment, la fatturazione elettronica, quanto costano questi rinvii? Qualche altro miliardo”. 

Queste alcune delle motivazioni che avrebbero portato l’ex vicepremier a definire l’attuale governo “pericoloso”, e da “prendere sul serio”. “Anche in poco tempo – afferma – si può far male all’Italia in modo consistente, incrinando gli sforzi compiuti negli ultimi anni, da Monti in poi, per risalire la china. Una cosa è certa: non possiamo continuare a dipingere questo governo come una compagnia di buzzurri e sprovveduti. Credo invece che dobbiamo prendere sul serio la novità che rappresentano”.

Il timore dell’opposizione, ora, è quello di vedere un danno sul fronte economico. “Se dobbiamo contentarci delle definizioni circolanti – dice Gentiloni sul governo – quella di nazional-populista mi pare la più convincente. Questo populismo danneggia l’economia. Fino al minidecreto dell’altro giorno non era stata presa alcuna decisione economica. Tuttavia se uno facesse il costo economico degli annunci di questi 2-3 mesi, registrerebbe già alcuni significativi danni alla nostra economia, che si possono stimare già in svariati miliardi”. 

Gentiloni spiega che il Pd non si sente spiazzato dalle misure del decreto dignità a difesa dei lavoratori: “No – dice -, perché partendo da due obiettivi sacrosanti, incentivare le imprese a non delocalizzare, aiutare il lavoro stabile rispetto a quello saltuario, l’effetto è quello di creare ostacoli. Se anziché aiutare le imprese, le ostacoli, il saldo di questa operazione è avere meno lavoro e meno investimenti in Italia”.