Buona la prima (e ultima) esplorazione di Roberto Fico, presidente della Camera. Salito al Colle a riferire al presidente della Repubblica, Fico ha incontrato la stampa per sottolineare che “il mandato esplorativo che mi ha affidato il presidente della Repubblica ha avuto esito positivo e si conclude oggi con esito positivo”. “Il dialogo tra M5s e Pd è un dialogo avviato”, ha aggiunto il presidente della Camera “e in questi giorni ci sara’ un dialogo interno nel M5s e nel Pd”.   “Io penso sia importante ragionevole e responsabile restare sui temi e sui programmi che e’ quello che chiedono i cittadini”, ha concluso Fico. 

Non ci alleiamo con il Pd: il nostro riferimento sono i cittadini e i loro problemi.  Così il capo politico del M5S, Luigi Di Maio, dopo aver incontrato il presidente della Camera, Roberto Fico. “La prima cosa che vorrei dire visto che in questo giorni si legge tanto di di alleanze e di prima e seconda Repubblica, secondo me dobbiamo abbandonare questo vocabolario e capire che siamo nella terza repubblica in cui le forze politiche fanno un passo indietro e fanno un passo avanti i cittadini. Qui stiamo cercando di mettere al centro questioni non risolte da 30 anni”.

“Abbiamo il 32%, non siamo autonomi e stiamo cercando di portare un buon contratto al rialzo non al ribasso che possa risolvere i problemi degli italiani. Ai cittadini – ha aggiunto Di Maio – interessa aver un reddito di cittadinanza che gli consenta di integrare il loro reddito oppure che due forze politiche litighino per l’eternità?”.

“Non so come andrà, ce la metteremo tutta: spero si possa scrivere un contratto all’altezza delle aspettative degli italiani e poi i nostri iscritti valuteranno”, così come “con i loro tempi che rispettiamo gli organi” del Pd faranno le loro valutazioni. Io ho detto al presidente Fico che siamo disponibili a sederci al tavolo col Pd per iniziare a contrattare il contratto e mettere al centro i temi”. Di Maio ha aggiunto di capire “chi nel M5s dice ‘mai col Pd’ e chi dal Pd dice ‘mai col M5s’ ma qui non si tratta di andare insieme, non si tratta di negare le profonde differenze o le divergenze, nel passato o nel presente, si tratta di cominciare a ragionare in un’ottica che non è di schieramento”, ha aggiunto chiedendo ai democratici “uno sforzo” perché “se si riescono a fare le cose, bene, altrimenti si torna al voto da cui il Movimento uscirebbe rafforzato”. Quindi due messaggi a Berlusconi: “Basta minacce a Salvini, è ora di mettere fine al conflitto d’interessi e intervenire sulla governance Rai”.

Sul fronte opposto Maurizio Martina fa sapere che ogni decisione sarà presa collegialmente dalla Direzione del partito. Abbiamo deciso di convocarla il 3 maggio prossimo per decidere se e come accedere a questo confronto da comunità collettiva. Insieme discutiamo e poi insieme lavoriamo”. Lo ha detto il segretario reggente del Pd, Maurizio Martina, dopo il secondo giro di consultazioni con il presidente della Camera Roberto Fico per la formazione del nuovo governo.

Il segretario reggente ha sottolineato i “passi in avanti importanti che vogliamo riconoscere, in particolare rispetto ad alcune richieste, ad una richiesta fondamentale che avevamo avanzato già al primo giro di consultazioni con il presidente Fico, relativa alla necessità di chiudere la fase della trattativa, del confronto con centrodestra e Lega: sono arrivate parole importanti, definitive su questo che vogliamo riconoscere come fatto politico. Al tempo stesso – ha aggiunto – non nascondiamo le difficoltà e le differenze che animano questo confronto tra noi, e penso sia giusto dirlo per serietà e responsabilità nei confronti del Paese, di tutti gli italiani”.

Intanti il presidente della Camera Roberto Fico ha chiesto di riferire sulle sue consultazioni per la formazione del governo al presidente Mattarella alle ore 16.30 di questo pomeriggio.