“Le riforme strutturali a livello nazionale restano una priorità”. Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, ribadisce ancora una volta un concetto che ricorre in tutti i suoi interventi pubblici. Durante il suo intervento allo State of the Union, però, va oltre, mettendo in evidenza quali devono essere gli sforzi per riformare l’architettura istituzionale dell’Eurozona. “Abbiamo bisogno di un ulteriore strumento di bilancio per mantenere la convergenza (fra i Paesi) durante grandi shock, senza dover aggravare i compiti della politica monetaria”. Draghi, che evidenzia il ruolo centrale della Bce nel gestire la crisi, invita quindi gli Stati a creare una rete di sicurezza basata sul bilancio europeo. “L’Eurozona ha bisogno di una maggiore capacità di bilancio, in modo da avere meccanismi di condivisione dei rischi che ne rafforzino la stabilità economica”, spiega.

Nell’Unione bancaria, poi, “manca ancora un sostegno pubblico per il Fondo unico di liquidazione delle banche”. Lo ha detto il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi durante il suo intervento allo State of the Union a Palazzo Vecchio. Draghi ha evidenziato che i fondi di risoluzione bancaria in Usa, Giappone e Gran Bretagna hanno alle spalle “la condivisione dei rischi a livello pubblico,necessaria perché il sistema possa contenere il panico dei mercati quando colpisce una crisi”.

Regole, architettura istituzionale ma anche risposte concrete. “Tre quarti dei cittadini dell’Eurozona ora sono a favore della moneta unica”, sottolinea Draghi. E i cittadini europei “si aspettano che l’euro dia la stabilità e la prosperità promesse” ed “è nostro dovere, come autorità, ricambiare la loro fiducia”.