Nella guerra dei dazi l’amministrazione Trump infligge una nuova schioppettata a Xi Jinping: è pronta una lista di prodotti importati dalla Cina per un valore di 200 miliardi di dollari cui potranno essere imposti dazi del 10%. Le voci che circolano tra i media negli Stati Uniti arriverebbe da fonti informate, secondo cui la lista verrà resa nota nelle prossime ore. Nei giorni scorsi Washington aveva attivato misure del valore di 34 miliardi di dollari, prima tranche di un’azione preliminare da 50 miliardi e gli Usa avevano minacciato ulteriori misure per 500 miliardi di dollari.

Quasi immediata la replica del ministro del Commercio cinese che ha classificato come “totalmente inaccettabile” la lista pubblicata dagli americani che starebbe “accelerando e inasprendo” lo scontro, precisa in una nota. La Cina è costretta a “contromisure necessarie” per tutelare gli “interessi del Paese e della sua popolazione”, ma s’appella anche alla comunità internazionale al fine di lavorare insieme a difesa delle regole del libero scambio e del multilateralismo contro l’egemonia commerciale.

E non tardano ad arrivare le ripercussioni sui mercati asiatici che nello scontro Usa-Cina crollano: le Borse di Shanghai e Shenzhen reagiscono perdendo rispettivamente il 2,46% e il 3%. Sotto pressione anche Hong Kong, che cede l’1,7%. Tokyo ha chiuso in calo dell’1,19%: lo yen si sta rivalutando sul dollaro, poco sopra quota 111, e a 130,20 sulla moneta unica. Anche le altre Borse asiatiche navigano in rosso. Seul è in ribasso dello 0,56% e Sidney dello 0,67%. Sale invece Mumbai, che ha aperto guadagnando lo 0,16%. I futures indicano aperture negative anche per Wall Street e per le Borse europee. Fra i dati in arrivo oggi dagli Stati Uniti, l’indice dei prezzi alla produzione a giugno, le scorte all’ingrosso finali a maggio e le scorte settimanali di petrolio.