Più della flat-tax, alle medie e piccole imprese interesserebbero interventi sulla deducibilità dei costi che sarebbe ‘sfalsata’ e sulla gestione delle banche dati. Inoltre servono politiche atte a favorire l’aggregazione di queste aziende “per consentirgli di crescere in termini dimensionali perché il nanismo non paga più in termini di globalizzazione e competitività internazionale”. Questo il messaggio lanciato oggi dal presidente di Valore Impresa Gianni Cicero, oggi in occasione degli Stati Generali delle medie e piccole imprese e delle professioni 2018, al Teatro Eliseo a Roma.

Non spaventano, invece, le proposte “Di Maio” sul lavoro che hanno scatenato un turbinio di polemiche da parte di Confindustria, anzi “nell’attuale contratto di governo è stata inserita tra le proposte fiscali una delle proposte presentate da noi lo scorso anno – afferma Cicero – Puntiamo a una integrazione dell’azione a sostegno della piccola impresa. In questo contratto di governo si parla di flat tax ma a noi più che all’abbattimento delle percentuali di tassazione – che per carità non passano inosservate – interesserebbe molto come può cambiare la determinazione della base imponibile, cioè intervenire sulle detrazioni, sulla deducibilità dei costi, perché in Italia c’è uno schema bulgaro per cui l’imponibile viene sempre sovradimensionato rispetto all’effettivo risultato conseguito. Altro aspetto la logica del credito: è necessario intervenire sulla gestione banche dati perché il 75% delle imprese non ha merito creditizio, come si può pensare di finanziare imprese a cui le banche non si rivolgeranno mai”. Infine, serve agire “sull’organizzazione delle imprese per consentirgli di crescere in termini dimensionali favorendo l’aggregazione perché il nanismo non paga più in termini di globalizzazione e competitività internazionale”.

‘Credito, regole del mercato e fisco’ sono stati al centro dell’incontro promosso da Valore Impresa, il network nazionale che rappresenta le piccole imprese e i professionisti. Numerose le presenze tra imprenditori, professionisti, economisti e mondo della politica al Teatro Eliseo di Roma. Il successo della prima edizione del 2017 ha allargato il consenso verso la manifestazione, mobilitando addetti ai lavori in tutto il territorio nazionale.

Più di mille partecipanti da tutta Italia si sono confrontati su idee e modelli che possano imporsi sulle politiche di indirizzo legislativo, influenzando consiglieri economici e mediatori istituzionali. Si rinnova l’impegno di Valore Impresa anche per rispondere alle domande che arrivano dal mondo dei giovani e delle università presenti agli Stati Generali con una rappresentanza dei maggiori atenei italiani che hanno il desiderio di fare impresa e mettersi in gioco ma che non ne hanno ancora i mezzi.

“È necessario creare un equilibrio tra mondo delle scuola e mondo del lavoro, nello specifico è necessaria un’attività di raccordo concreto tra mondo universitario e mondo imprenditoriale, inserendo da una parte gli studenti nelle aziende di Valore Impresa con l’intercessione delle agenzie provinciali del lavoro secondo l’attività di stage e dall’altra favorire il sostentamento di start up con l’inserimento di tutor imprenditoriali. Affiancare ai giovani la figura di imprendi tori che hanno già esperienza e hanno già un consolidato posizionamento nel mercato dove la start deve operare, eviterà la solita iniziativa di finanziamento asettica che salverà il naufragio dell’attività imprenditoriale. Un’azione di tutoraggio in tal senso favorirà soprattutto le giovani leve imprenditoriali”, è il messaggio principale che arriva da Gianni Cicero, presidente di Valore Impresa e promotore dell’evento.

La priorità, secondo Cicero, è quella di intervenire sui nodi strutturali che rischiano di compromettere la crescita.

Il responsabile economico della Lega, Claudio Borghi, assicura che i primi provvedimenti del Governo andranno verso la semplificazione e la riduzione delle tasse per le imprese.

Fabio Rampelli, capogruppo di Fdi alla Camera, ritiene che sia indispensabile sostenere in ogni modo la crescita delle piccole imprese.

Presidente della Commissione finanze alla Camera Carla Ruocco (M5S), pensa che le banche debbano focalizzarsi più sulle esigenze del cittadino concentrandosi molto sul credito e meno sulla somministrazione di prodotti di dubbia affidabilità ai risparmiatori.