Si è dimesso il presidente della Consob, Mario Nava. La decisione arriva dopo la presa di posizione formalizzata ieri in una nota congiunta dai capogruppo di Lega e M5s alla Camera e al Senato, in cui sono tornati a sollevare la questione della incompatibilità tra il distacco dagli uffici tecnici della Commissione europea e la guida di una Autorithy nazionale, come la Consob italiana, chiedendo a Nava di dimettersi per sensibilità istituzionale. Si era insediato a fine aprile scorso.

Nava, classe 1966, è laureato in economia all’università Bocconi e poi ha un master alla London School of Economics. Ha lavorato per 26 anni alla commissione europea dove è arrivato fino a posizioni apicali, e prima di essere nominato alla Consob dirigeva il servizio di regolamentazione bancaria della Commissione, il Fisma. Su richiesta del governo italiano ha ottenuto dalla Commissione europea – secondo le regole che guidano l’organismo Ue – un distacco di tre anni, rinnovabile.

Intanto, l’Autorità ufficializza che a partire da venerdì 14 settembre, la professoressa Anna Genovese, componente della Commissione con la maggiore anzianità di istituto, assume l’incarico di presidente vicario della Consob.

Nava nel suo discorso di addio ai dipendenti, molto applaudito, non nasconde la sua amarezza per l’epilogo della sua presidenza. Le dimissioni dalla presidenza della Consob, evidenzia secondo quanto riferito dai presenti, si configurano come un caso di “spoil system”, peraltro non previsto in Italia. Dei 5 commissari quelli davvero titolati, oltre a lui, erano “Genovese e Di Noia”. Al “sesto piano”, sede della Commissione, c’è chi ha soffiato sul fuoco delle polemiche che lo hanno portato a lasciare e “sui giornali sono uscite cose” note “solo in Commissione”.