Come vendere case nell’era digitale. Come è cambiato il mestiere dell’agente immobiliare e cosa serve per continuare a stare sul mercato. Ne parla Diego Caponigro, Ceo e fondatore di ReGold.it,  azienda che ha puntato sull’e-commerce di servizi avanzati per il Real Estate.

Lei ha fondato il primo e-commerce di servizi avanzati per il Real Estate. Di cosa si tratta?

“Regold.it nasce con l’obiettivo di facilitare la vita degli agenti immobiliari e consentire loro di dedicare più tempo alla vendita e meno alle pratiche burocratiche. Di quelle ci occupiamo noi. In particolare offriamo un servizio antiriciclaggio, GDPR Privacy, registrazioni di locazioni, visure catastali ipotecarie camerali. Tutto questo lo offriamo con la formula e-commerce. Nel 2010, quando partii con la prima versione basic del mio sito, l’e-commerce si era già imposto in molti altri settori. Il settore immobiliare era indietro anni luce. E per questo motivo all’inizio è stata dura perché gli agenti immobiliari non erano abituati ad acquistare online servizi che potevano essere utili per il loro lavoro. Eppure sono sempre stato convinto della bontà della mia idea e alla fine ho avuto ragione. Oggi Regold.it ha 5.300 clienti in tutta Italia, un numero che cresce ogni anno. Parallelamente si arricchisce anche l’offerta che oggi contempla anche la produzione di video. Dalle pratiche burocratiche ci siamo allargati al settore della comunicazione e prevediamo altri nuovi servizi”.

Da quando c’è internet vendere case è diventato più difficile per le agenzie immobiliari. Perché?

“Semplicemente perché l’informazione arriva più velocemente anche al privato cittadino. Se consideriamo che il 50 per cento delle transazioni immobiliari in Italia è intermediato e l’altro 50 per cento è fatto da privati o da agenti immobiliari non professionisti questo fa riflettere. Fino a quindici anni fa i clienti arrivavano in agenzia immobiliare e non sapevano cosa fosse una proposta di acquisto. Oggi le cose sono cambiate radicalmente. Il cliente è molto più informato, ma soprattutto può disporre di tutti quegli strumento di comunicazione che usano anche le agenzie. Siti, portali specializzati, social network… sono strumenti potenti che vengono sempre più usati dalle agenzie immobiliari, ma anche dai privati.  Per questo possiamo dire da quando c’è internet vendere case è diventato più difficile per le agenzie immobiliari. Il mio libro, Vendere case nell’era digitale, parte proprio da questa premessa”.

Ci parli delle nuove tecnologie che negli Stati Uniti sono già in uso e che a breve cambieranno ulteriormente il modo di vendere immobili anche in Italia

“Potrei parlare della realtà virtuale applicata gli immobili, ma io credo che gli strumenti che possono fare davvero la differenza sono quelli che favoriscono la collaborazione tra agenti come ad esempio l’MLS. Da anni ormai negli USA esistono piattaforme di condivisione di richieste e immobili tra agenti immobiliari. Gli agenti immobiliari americani sono abituati a collaborare. Questo fa la differenza perché velocizza i tempi di vendita e dà al cliente finale la percezione di avere a che fare con un vero professionista che pone al centro i bisogni del cliente e non i propri come invece appare in Italia. Nel nostro Paese l’MLS fa fatica ad imporsi. Il problema non sta tanto nella difficoltà di usare questo strumento informatico. Il problema è più culturale. L’agente immobiliare italiano non è abituato a collaborare. Negli USA la collaborazione e l’MLS sono strumentali alla “protezione” della categoria e limitano la dispersione di informazioni strategiche a cui il privato cittadino può avere accesso. In Italia succede esattamente il contrario”.

Qual è il trend del mercato immobiliare oggi in Italia?

“Il settore si sta riprendendo da anni di crisi. Il numero di transazioni in Italia sta aumentando. I prezzi ovviamente non stanno ancora crescendo, anzi, in alcuni casi sono leggermente diminuiti, fatta eccezione per Milano. Ci attende sicuramente un periodo favorevole per chi vuole investire nel mattone soprattutto nella seconda casa. Da mettere a frutto il trend molto positivo sugli affitti a breve termine, il cosiddetto fenomeno Airbnb”.

Cos’è la blockchain dell’immobiliare?

“È un database decentralizzato che rende univoche, immodificabili e concatenate digitalmente le transazioni. In questo momento in Italia e soprattutto nel settore Immobiliare è di difficile applicazione poiché il sistema Notarile con la Conservatoria dei registri e il Catasto rappresentano un’eccellenza mondiale con un tasso di controversie e cause sulla proprietà pari allo 0,03%, praticamente nullo. Diversa e contraria è la situazione nei Paesi con il Common Law come ad esempio negli USA.  La Blockchain è un sistema distribuito peer-to-peer (tra pari) su Ledger (registro) che tratta i dati con tecnologie crittografiche, assicurando la sicurezza e l’integrità del sistema stesso. Siamo abituati a consegnare a un ente terzo la responsabilità del mantenimento e il funzionamento delle banche dati. Nel Real Estate c’è la Conservatoria dei Registri Immobiliari, a cui diamo la responsabilità di mantenere una grande banca dati su cui è registrato l’intero patrimonio immobiliare italiano. Se da un lato è comodo riporre fiducia verso un terzo, dall’altro significa che nel caso venisse “attaccato”, l’intero sistema che sostiene sarebbe messo a repentaglio. Nel modello Blockchain l’ente terzo scompare e il meccanismo fiduciario viene ottenuto distribuendo il database a tutti i componenti della rete (i nodi). La sicurezza aumenta all’aumentare della distribuzione dei nodi”.

Conviene comprare un’immobile pagandolo in Bitcoin? Perché?

“Nessun italiano ha comprato immobili in Bitcoin. Un cinese nel Torinese, ha acquistato un immobile pagandolo parzialmente in Bitcoin con atto notarile ma di fatto in questo momento non esistono sconti e vantaggi legati alla criptovaluta in generale”.

Quali sono le potenzialità degli strumenti digitali nel mercato immobiliare?

“Primo vantaggio. La collaborazione tra gli agenti immobiliari. Secondo l’ottimizzazione dei tempi di ricerca con la realtà virtuale. Terzo. La blockchain potrebbe nei prossimi anni mutare la modalità di transazione immobiliare nella fase pre-notarile ovvero nella fase in cui i gli Agenti immobiliari vendono gli immobili tramite scritture private denominate “preliminari” o “proposte d’acquisto”, registrate su ledger pubblico decentralizzato”.

Ci parli in trenta secondi del Suo libro “Vendere casa nell’era digitale. Strategie efficaci e nuove tecnologie per agenti immobiliari”

“Lo presento dicendo che gli agenti immobiliari sono un po’ restii all’utilizzo della tecnologia. Curano male il proprio sito internet e dipendono forse troppo dai portali immobiliari. Il consiglio che do in un’ottica di marketing mix è di utilizzare tutti gli strumenti che il web mette a disposizione e non uno solo. Il libro è rivolto agli agenti immobiliari, ma in realtà anche ai privati”.