L’industriale bretone Vincent Bolloré è stato iscritto nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta per corruzione sulle concessioni dei porti africani: è quanto riferiscono fonti giudiziarie citate dai media francesi.

Questo pomeriggio, dopo 36 ore di fermo al polo anticorruzione di Parigi, il magnate francese è andato davanti ai giudici che hanno dunque deciso di iscriverlo nel registro degli indagati nel dossier legato alle concessioni sui porti in Togo e Guinea.

Si aggrava quindi la posizione per il finanziere che ieri era stato trattenuto in stato di fermo per la presunta corruzione di funzionari pubblici stranieri in una vicenda legata a concessioni portuali in Togo e Guinea. La clamorosa notizia sul patron di Vivendi, era stata riportata da ‘Le Monde’ nella sua versione online, proprio durante l’assemblea di Tim, di cui il gruppo francese è primo azionista.

Il gruppo Bolloré aveva smentito “formalmente” di aver commesso ogni “irregolarità in Africa attraverso la sua filiale africana SDV Afrique” e professa “completa trasparenza’”. Le prestazioni oggetto dell’inchiesta della giustizia francese sono state “realizzate in completa trasparenza” aveva precisato il gruppo precisando che l’audizione di Vincent Bolloré “permetterà di chiarire in modo utile alla giustizia queste questioni già oggetto di una expertise indipendente che ha concluso la perfetta regolarità delle operazioni”.

“Il legame che alcuni tentano di fare tra l’ottenimento delle concessioni (portuarie,ndr) e le operazioni di comunicazione (di Havas,ndr.) – aggiungeva ancora il gruppo – è privo di ogni fondamento e rivela una pesante ignoranza del settore industriale”. I dirigenti del colosso francese – si prosegue nella nota – “sono felici di cooperare pienamente con la giustizia per ripristinare la realtà dei fatti”.

Inevitabili le ripercussioni sui mercati. Il gruppo Bolloré è scivolato alla Borsa di Parigi dove il titolo ha ampliato le perdite e lasciato sul terreno l’8,9% malgrado la società abbia negato irregolarità nella vicenda. Pesante anche la holding Financiere de l’Odet (-4,5%) mentre si è indebolita Vivendi (-0,95%).