L’assemblea del 20 settembre si avvicina, e intanto sale il tono dello scontro tra i soci di Banca Carige, che già da tempo hanno reso note le loro liste in vista della costituzione del nuovo Cda. Una di queste liste è stata presentata dalla famiglia Malacalza, che dopo aver chiesto al Tribunale di Genova di inibire la lista presentata da Raffaele Mincione, lo attacca anche davanti alla Consob. Il finanziare, con i suoi soci, sarebbe reo di aver violato le norme che impongono di chiedere un’autorizzazione preventiva a chi scavalla la soglia del 10% del capitale di una banca.

“Gli sviluppi della vicenda Carige sono all’attenzione della Consob i cui uffici hanno in corso tutti gli accertamenti del caso anche alla luce delle segnalazioni pervenute”, fanno sapere ambienti vicini alla Commissione, destinataria di più di un esposto da parte della famiglia piacentina. Ma è presumibile che anche la vigilanza della Bce e Bankitalia stiano monitorando la situazione per capire se la tesi di Malacalza sia fondata. Intanto è scoccata la ‘record date’ dell’assemblea del 20 settembre. Ora solo chi possiede le azioni potrà votare per la nomina del cda, indipendentemente dal fatto che nei prossimi giorni venda o acquisti titoli. L’affluenza è attesa molto alta, si dice anche al 70%, con il grosso delle richieste di partecipazione che arriveranno entro lunedì 17.

L’imminente battaglia assembleare non ha però scaldato il titolo di una banca ancora sofferente. In Borsa Carige ha ceduto il 3,4% a 0,0086 euro, tra scambi molto contenuti (0,4% del capitale). Nelle ultime dieci sedute è passato di mano solo il 4,6% del capitale. Ad acquistare sarebbero stati soprattutto i Malacalza, che secondo il Secolo XIX avrebbero arrotondato al 27% la loro partecipazione, e il fronte costituito da Mincione, Volpi e Spinelli, con quest’ultimo che ha annunciato l’intenzione di salire almeno al 2% e ha assicurato che l’alleanza disporrà in assemblea di almeno il 20% dei voti. Perché lo scontro possa andare in scena occorrerà però attendere cosa deciderà il Tribunale di Genova, che sabato prossimo esaminerà il ricorso d’urgenza presentato da Malacalza per bloccare la lista di Mincione.