Alle dimissioni a catena nel consiglio di amministrazione, gli azionisti rispondono con un esposto in Procura. Le ragioni sono semplici: si fa “fatica a capire chi ha davvero a cuore le sorti della banca” e si deve sapere “se ci sono stati illeciti o abusi”. Parola dell’associazione Piccoli azionisti di Banca Carige, che ha depositato infatti un esposto in Procura a Genova per chiedere di fare chiarezza in vista dell’assemblea dei soci del 20 settembre.

“In queste ultime settimane con le dimissioni a catena di sei consiglieri, compresi il presidente e il vicepresidente – ha spiegato Silvio De Fecondo, presidente dell’associazione che rappresenta circa 400 piccoli azionisti della banca – si è creata una situazione in cui facciamo fatica a capire chi ha davvero a cuore le sorti della banca”. Le ultime dimissioni sono state quelle del consigliere Lucia Venuti, che ha raggiunto nel gruppo degli ‘esuli’ i colleghi Stefano Lunardi, Francesca Balzani e Ilaria Queirolo, oltre naturalmente al presidente Giuseppe Tesauro e al vice Vittorio Malacalza.

I Piccoli azionisti hanno “voluto portare all’attenzione della Procura alcuni dei passaggi più significativi dall’ultimo aumento di capitale a oggi, inseriti nel piano industriale che avrebbe dovuto sanare il deficit patrimoniale e rilanciare la banca sotto un profilo reddituale e commerciale, di cui i piccoli azionisti sono stati ancora una volta tra i maggiori sostenitori”, ha detto De Fecondo. Ma oggi il valore dell’azione è inferiore al prezzo di emissione, c’è stata una raffica di dimissioni inaugurata dallo stesso presidente, il downgrade da parte di Moody’s e la bocciatura del piano da parte della Bce. “C’è una situazione di caos all’interno dell’organo di governo che non ci consente di capire come stanno le cose. Andiamo all’assemblea del 20 settembre che dovrebbe rinnovare il Cda, ci saranno schieramenti da parte degli azionisti e noi vorremmo arrivare a quell’appuntamento con un quadro più chiaro, sapendo se ci sono stati illeciti o abusi”.