Il titolo Atlantia è “nel caos” e la situazione “resta molto confusa”. E’ quanto affermano gli analisti finanziari nel giorno in cui le azioni della holding che detiene Autostrade per l’Italia precipitano nuovamente in Borsa, in scia alla determinazione del governo per revocare la concessione senza le compensazioni previste dal contratto. “La revoca è molto costosa, il know-how di Atlantia è difficile da rimpiazzare ma siamo nel ‘caos’, l’atteggiamento del governo è decisamente contro” e le azioni “resteranno volatili in Borsa”, afferma Kepler Cheuvreux, secondo cui, mentre l’articolo 9 della concessione assicurerebbe una compensazione di circa 15 miliardi, “senza concessione e senza compensazione il valore va a zero”. Banca Akros si aspetta “una lunga indagine e una battaglia legale” mentre il governo “continua a mostrare la sua determinazione nel revocare la concessione”. Secondo Intermonte “la situazione resta ancora molto incerta e lo scenario peggiore” per la società “non può essere escluso anche se la Lega sembra meno aggressiva del M5s sulla revoca”.

Atlantia recupera nel finale in Borsa e chiude in calo del 4,6% a 18,43 euro e brucia altri 639 milioni di euro, portando la capitalizzazione a 15,34 miliardi di euro. Anche oggi il titolo è stato sottopressione, dopo la posizione del governo sulle concessioni autostradali a seguito del crollo del ponte di Genova. Vivaci gli scambi per oltre 12 milioni di pezzi, pari all’1,4% del capitale. In rosso anche gli altri gestori con Sias (-4,2%), Autostrade Meridionali (-3,7%) e Astm (-3,5%)

La fretta di colpire un colpevole