Accordo nella notte tra sindacati e Deutsche Bank sul Piano Strategy 2020 per la ristrutturazione e riorganizzazione della Banca che prevede 222 esuberi in Italia, ovvero il 5% su un totale di 4mila dipendenti nel nostro Paese. Lo annunciano in note separate le organizzazioni sindacali.

E’ stato definito un percorso di uscita su base volontaria di qui al 2025 attraverso l’utilizzo del fondo di solidarietà di settore per un massimo di 5 anni. Stabilita anche l’erogazione di incentivi che prevedono una una tantum di 2.550 euro, cui si sommano da 4 a 6 mensilità aggiuntive a seconda del periodo di permanenza nel fondo e un ulteriore indennizzo pari al 5,5% della retribuzione annua lorda mensilizzata per ciascun mese intercorrente tra l’accesso al fondo e il pensionamento, nonché la maturazione del premio di anzianità.

Stabilite inoltre sette assunzioni che, nel caso ci fossero più richieste in uscita potrebbero essere aumentate, ma soprattutto abbiamo ottenuto di mantenere alcune lavorazioni all’interno, evitando così esternalizzazioni”, sottolinea il coordinatore della Fabi in Deutsche, Sergio Caldara. “La nota negativa è che ancora una volta una riorganizzazione ha bruciato posti di lavoro, l’aspetto positivo è che un efficace sistema di relazioni sindacali ha sventato il rischio delle esternalizzazioni ipotizzate dall’azienda e ha consentito la gestione degli esuberi con un sistema volontario di incentivazioni che trova pochi altri riscontri negli ultimi anni in Italia”, è il commento di Sara Barberotti, della segreteria nazionale di First Cisl.