Sergio Mattarella prende in mano la situazione. A metà tra l’esasperato e l’irritato, il presidente della Repubblica ha convocato per lunedì il terzo e ultimo giro di consultazioni. Dimostratemi che c’è un’altra maggioranza, è in sintesi il pensiero del Colle. Altrimenti, se i veti restassero incrociati e paralizzanti come lo sono stati negli ultimi (quasi) sessanta giorni, prenderebbe corpo l’idea di un governo ‘ispirato’ dallo stesso Capo dello Stato in grado di traghettare l’Italia in prima battuta verso lo spinosissimo Consiglio europeo di giugno, quindi alla complessa definizione e approvazione della manovra economica e infine al voto. Mattarella vuole ascoltare con le proprie orecchie, in un unico giorno, tutti gli attori in campo e poi riservarsi di decidere.

Il nuovo giro di consultazioni inizierà lunedì 7 maggio alle 10 con la delegazione del Movimento Cinque stelle. Seguirà quella del centrodestra che si presenterà al Colle in un’unica delegazione. Poi di seguito le delegazioni degli altri partiti. Chiusura in serata con i presidenti di Camera e Senato. Lo si legge nel calendario delle consultazioni diffuso dal Quirinale.

Questo il calendario previsto: 10.00 “Movimento 5 Stelle”, 11.00 “Fratelli d’Italia”, “Forza Italia – Berlusconi Presidente”, “Lega – Salvini Premier”, 12.00 “Partito Democratico”, 16.00 “Liberi e Uguali”, 16.20 Gruppo Parlamentare per le Autonomie (SVP-PATT,UV) del Senato della Repubblica, Partito SVP (Südtiroler Volkspartei) e (UV – Union Valdôtain), 16.40 Gruppo Misto del Senato della Repubblica, 17.00 Gruppo Misto della Camera dei Deputati, 17.30 On. Dott. Roberto FICO, Presidente della Camera dei Deputati, 18.00 Sen. Avv. Maria Elisabetta ALBERTI CASELLATI, Presidente del Senato della Repubblica.

Si risolve intanto con una tregua (sufficientemente) armata la Direzione del Partito democratico che vota all’unanimità la relazione del segretario reggente Maurizio Martina. Un incontro tra l’ex segretario Matteo Renzi e lo stesso Martina, prima dell’apertura dei lavori, è servito a suggellare un patto di reciproca tolleranza in vista dell’Assemblea del partito che si terrà tra qualche tempo. Martina, in sostanza, ha sconfessato qualsiasi tentazione di stringere accordi di governo con il Movimento Cinquestelle (“E’ un capitolo chiuso”) chiedendo però la fine degli attacchi alla sua gestione, i renziani hanno apprezzato e assicurato il via libera alla relazione del reggente. Lo scontro quindi è rimandato perché alle viste ci sono le consultazioni e al Colle il Pd non può non salire in buon ordine.

Sul fronte opposto al pressing di Mattarella rispondono sia Matteo Salvini che Luigi Di Maio. Il leader della Lega con un contro-pressing chiedendo per sé il pre-incarico auspicando “nuove convergenze” e sperando nel voto dei Cinquestellle e di altri parlamentari (i mai apprezzati responsabili?) ad esclusione del Pd. Il candidato premier dei grillini indossando l’armatura: “Non sarà facile fare un’ammucchiata contro di noi”.